La caramella del Paradiso e gli specchi

Otto ore al giorno davanti a una scrivania, una monotonia che Candy non sopporta, e a 37 anni decide di investire nella sua sensualità, nel suo senso dell’umorismo e si converte al burlesque.

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Candy Paradise è un nome leggero e sciocchino. Perfettamente in linea con il concetto di burlesque, quello spogliarello sbarazzino e sensuale che ci ricorda i tempi passati e che fa del togliersi i vestiti uno spettacolo che trascende la carne. Infatti spesso le artiste di burlesque non rappresentano l’ideale di bellezza che i media ci hanno abituati a vedere.

Carni pallide, culotti tondeggianti, corpi magri o grassocci prendono vita in una delicatezza mai volgare, in una sensualità che mette al centro la donna.

Otto ore al giorno davanti a una scrivania, una monotonia che Candy non sopporta, e a 37 anni decide di investire nella sua sensualità, nel suo senso dell’umorismo e si converte al burlesque.

Grazie a quell’arte dal vezzoso nome francese, Candy respira altri desideri, altre sensazioni, diventando ogni sera una persona diversa.

“La cosa più importante, il passo decisivo è stato superare la paura di spogliarmi – ci racconta Candy – ma non dei vestiti, delle mie paure, dei miei limiti.”

Il concetto di burlesque, ci spiega Candy, è legato a una maschera che si presenta al pubblico, un personaggio teatrale, che poi però si svela nella sua vera essenziale, nel suo carattere. Chi conosce il burlesque infatti sa che la personalità dell’artista è fondamentale, non si tratta di gesti meccanici, ma di un regalo che l’artista fa al suo pubblico. La parte dello spogliarello non è infatti la parte fondamentale, ma quasi una scusa per raccontare se stesse.

Candy nel frattempo ha fatto strada, si è esibita in diversi festival all’estero e ha lavorato per un periodo a Tolosa. Il burlesque le ha dato una nuova dimensione di vita, ha ristabilito, nella sua liberatoria propensione, i rapporti e le priorità.

“Prima del burlesque – racconta ancora Candy – camminavo guardando per terra, non vedevo le persone che mi circondavano. Adesso non ho più paura di guardarmi allo specchio, di vedere quello che riflette.”

Un percorso di vita, fatto grazie al burlesque, grazie alla scoperta di una consapevole sensualità. Un percorso che rende più liberi e forti. Brava Candy, che dalla scrivania sei passata al palcoscenico. Noi che siamo seduti di fronte alle luci in fondo ti ammiriamo, sperando di poterci guardare come te allo specchio, facendoci piacere il nostro riflesso.

 

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