L’importante è essere circoncisi

Eccoci al classico titolo a effetto, insinuante, che vuole evidentemente creare astio nei confronti dell’Islam.

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Un articolo su 20Minuti ha attirato la nostra attenzione. Era in prima pagina, titolone a caratteri cubitali:

“Sempre più circoncisi. E la cassa malati paga”

Non vorremmo insinuare che sia il solito titolo acchiappaclick e lettori, ma lo sembra tanto. Leggendo l’articolo poi veniamo a sapere che la legione di circoncisi, ovvero di coloro che si fanno asportare il prepuzio, la parte di pelle terminale del pene, è stata, l’anno scorso, di 145 pazienti. Tanti? Dipende, basti pensare che nel 2015, i ricoveri per malattie all’apparato genitale urinario, ammontavano a 81’266 casi.

Vero è che una pratica religiosa non è giusto che sia coperta dalla cassa malati. Ma di questi 145 casi, nemmeno 20Minuti è sicuro. Infatti, quanti di questi pazienti hanno praticato la circoncisione per motivi medico-sanitari e quanti per motivi legati al credo?

Oltre ai musulmani, per correttezza d’informazione, anche ebrei, cristiani copti e ortodossi etiopi seguono i dettami della Bibbia, asportandosi allegramente la punta del pisello. La circoncisione è diffusa nei Paesi arabi, ovviamente, in Israele, in buona parte dell’africa e anche negli USA.

Torniamo all’aspetto medico: la circoncisione ha aspetto profilattico ed è un’opzione in casi di patologie come la fimosi patologica o la balanopositite refrattaria. Non chiedetemi cosa siano, hanno dei nomi che somigliano a quelli di insetti preistorici, inoltre trattano di una parte del corpo sensibile per cui è meglio non porsi troppe domande.

Eccoci dunque, come dicevamo, al classico titolo a effetto, insinuante, che vuole evidentemente creare astio nei confronti dell’Islam. Ricordiamo comunque che i musulmani in Svizzera sono circa il 5% della popolazione con 40’000 unità (di cui un 50% bosniaci dei Balcani). Parlare di abusi, senza nemmeno conoscere le cifre esatte su quelle 145 operazioni è certamente un po’ al limite. Le casse malati non sono farcite di tonti, e dubitiamo molto che coprano queste pratiche se non vi è una necessità medica.

Però per 20 Minuti, 145 operazioni ambulatoriali di asportazione del prepuzio sono viatico per un titolo che fa sembrare la comunità islamica un covo di parassiti che ci fregano i soldi. E parliamo di operazioni ambulatoriali il cui costo può variare dai 350 agli 850 franchi, roba che ti costa di più sterilizzare la gatta di casa. Non che ci si aspetti correttezza infinita, ma almeno un po’ di deontologia giornalistica. Pochina pochina.

 

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