Marcello Foa: Salvini best friend

Chi ancora s’illudesse che il Corriere del Ticino e il suo gruppo seguano una via liberale ancorché di destra, dovrà ora ricredersi. Se già le simpatie di Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo CdT, protégée di Tito Tettamanti, ammiratore di Steve Bannon, erano plateali, oggi i legami appaiono sempre più chiari.

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Chi ancora s’illudesse che il Corriere del Ticino e il suo gruppo seguano una via liberale ancorché di destra, dovrà ora ricredersi. Se già le simpatie di Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo CdT, protégée di Tito Tettamanti, ammiratore di Steve Bannon, erano plateali, oggi i legami appaiono sempre più chiari. Leggiamo infatti direttamente dal blog dello stesso Foa:

“E’ andata così: il mio amico e collega Alessandro N. Morelli, entusiasta del mio saggio “Gli stregoni della notizia. Atto secondo”, qualche settimana fa mi dice: “Organizziamo un’altra presentazione a Milano, in giugno!”. Dopo un po’ mi chiama: “Ne ho parlato con Matteo e ha accettato subito con entusiasmo: sarà con noi alle Stelline!“. Nel frattempo è nato il governo Lega-5 Stelle, Salvini è diventato ministro dell’Interno e l’Italia cambia a una velocità straordinaria…”

Il Matteo di cui parla Foa è Salvini, neoministro degli Interni italiano. Ma chi è invece Morelli? Un simpaticone, ex giornalista del La Padania, direttore di quella cloaca a cielo a perto che è stata Radio Padania libera (poi chiusa dallo stesso Salvini), capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Milano, deputato in Parlamento di fresca nomina, fa dell’astio anti-immigrati il suo cavallo di battaglia, basti buttare un’occhiata al suo profilo Facebook. “noiussoli” #chiudiamoiporti” . Inutile dire che Morelli è un virgulto di Salvini, oltre che amicone di Foa.

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Dunque il gruppo del Corriere è leghista? No, peggio. Appartiene a quella corrente di destra cinica e impietosa che si sta affacciando in tutto l’Occidente e che ha connessioni dove nemmeno vi inmmaginate. Queste vie invisibili passano dalla Polonia all’Ungheria, all’Italia e sono caldeggiate e sostenute, come nei migliori tempi della Guerra Fredda, dagli USA di Trump. Una specie di internazionale protofascista che sta avanzando gettando la sua mefitica ombra su di noi. Complottisti? Sarebbe bello. Gli indizi sono tanti e pesanti, basti solo ricordare la recente discesa a Lugano di Steve Bannon, che aveva incontrato sempre Salvini ed era stato accolto a braccia aperte, appunto, proprio da Tettamanti.

Agatha Christie, la famosa giallista diceva: “Un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, tre sono una prova”. Qua di indizi ci possiamo riempire secchiate.

A questo punto che dire? Tutti a Milano giovedì, allora, a vedere Foa che limona con Salvini e Morelli, uno spettacolo da non perdere.

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