Melania Trump: la moda come strumento di protesta

Diversi indizi portano a pensare che Melania Trump usi ciò che conosce meglio, la moda, come strumento di protesta contro suo marito.

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Melania Trump ha stupito il mondo intero prendendo una netta posizione contraria alla separazione delle famiglie di immigrati alla frontiera messicana, voluta da suo marito il Presidente degli Stati Uniti d’America. “Inaccettabile vedere i bambini separati dai genitori” sono state le prime parole affidate alla sua portavoce, seguite dall’auspicio che gli Stati Uniti siano “Un Paese che segua tutte le leggi, ma che governi con il cuore”.

E se già queste dichiarazioni erano sconvolgenti per chi era abituato a vedere Melania semplicemente come una bellissima ex modella muta e sottomessa a suo marito, ciò che la First Lady ha fatto nei giorni successivi ha destato ancora più scalpore.

In occasione di una visita ufficiale (senza il marito) ad un centro per i bambini divisi dai genitori, Melania ha indossato una giacca della collezione 2016 di Zara. La notizia non è che il parka verde militare fosse di un marchio low-cost e che costasse appena 39 dollari, bensì che sulla schiena fosse stampata la scritta “I really don’t care. Do u?”,che tradotto in italiano suona più o meno “non me ne importa niente”. La sua portavoce si è subito affrettata a chiarire che la scelta della giacca fosse assolutamente casuale e che non celasse alcun significato nascosto. Difficile però non pensare che il destinatario di quel messaggio fosse proprio Donald Trump. Non solo per la polemica sui bambini divisi dai genitori, una delle pagine più vergognose della recente storia americana, ma perché i rapporti tra i due sembrano da sempre essere tesi. Molte volte Melania è stata immortalata nell’atto di sottrarre velocemente la sua mano a quella del marito, o a sfoggiare un sorriso finto in sua presenza, salvo poi cambiare immediatamente espressione appena la telecamera smetteva di inquadrarla.

Tutto ciò ha spinto il britannico “ The Guardian” a chiedersi se la moda non sia proprio il modo di Melania per “trollare” suo marito Donald. Non sarebbe infatti la prima volta che la first lady compie scelte di vestiti che fanno riflettere. Nell’ottobre 2016, scelse di indossare una splendida blusa rossa di Gucci impreziosita da un fiocco annodato sul collo che, nel gergo della moda, viene chiamato “pussy bow”. Ciò accadeva appena due giorni dopo in cui erano state rese note delle registrazioni in cui l’allora futuro presidente USA parlava di “grabbing women by the pussy” che, tradotto con un eufemismo, significa prendere le donne per la vagina.

Nel gennaio 2018, invece, in seguito alle rivelazioni di Stormy Daniels su un presunto scandalo sessuale con Trump nel 2016, Melania scelse di indossare un tailleur color crema dal taglio largo di Dolce e Gabbana, molto simile alla “divisa” di Hillary Clinton e quasi identico a quello da lei indossato durante la cerimonia di insediamento di Trump alla Casa Bianca. La leader democratica Nancy Pelosi e le altre donne democratiche avevano a loro volta indossato un completo simile all’insediamento di Trump come protesta contro il sessismo del presidente e riferimento al movimento delle suffragette, che era appunto associato al colore bianco.

Tutti questi indizi portano a pensare che Melania Trump usi ciò che conosce meglio, la moda, come strumento di protesta contro suo marito. Ma, soprattutto, ci mostrano che la First Lady è molto di più di una bella statuina al suo cospetto. La sua storia di immigrata da un paesino sloveno che diventa prima modella famosa, poi imprenditrice e infine First Lady americana rivela la sua grande determinazione. Ora sta finalmente uscendo anche il suo carattere: speriamo che sia utile a ridimensionare le posizioni estremiste di suo marito.

 

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