Mentana avvisa l’Italia sulle schedature dei Rom

La dichiarazione, al TG de La7 di Mentana riassume, con grande pacatezza e intelligenza il pensiero di quella che dovrebbe essere la società civile. Quella parte di un Paese che antepone il cervello alla pancia e che cerca di imparare dalle deformità della storia.

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Era nostra intenzione fare un articolo sul “censimento” dei Rom proposto dal ministro dell’interno Salvini. E lo volevamo fare. Poi abbiamo visto la dichiarazione, al TG de La7 di Mentana, e abbiamo pensato che in fondo essa riassume, con grande pacatezza e intelligenza il pensiero di quella che dovrebbe essere la società civile. Quella parte di un Paese che antepone il cervello alla pancia e che cerca di imparare dalle deformità della storia. Abbiamo trascritto i 3 minuti di Mentana, è un testo breve ma chiaro. Chi a questo punto non ascolta, sarà complice. Perché a queste deformità ne seguiranno altre sempre più mostruose. Ecco il testo:

Allora diciamocelo molto francamente.

Questo è un tema di quelli che più accarezzano dalla parte più gradita un settore dell’opinione pubblica. Sono molti gli italiani che hanno avuto problemi con una porzione della popolazione Rom, con chi magari gli ha rubato un portafoglio, con chi gli è entrato in casa, e con chi gli ha sottratto una catenina.

Ma quella è una parte, un aspetto della questione. Ci sono anche tanti italiani che hanno avuto problemi con altre porzioni di ospiti del nostro Paese o di stessi italiani, non per questo si fa un censimento, scegliete voi, io non voglio offendere nessuno. Il fatto è che la Costituzione, la nostra carta costituzionale (…) su questo è chiarissima e bene ha fatto questa sera (ieri sera NdR) il parlamentare del Movimento Cinque Stelle Nicola Morra a citarla.

Non ci possono essere differenze per nessuno.

E’ vero, Salvini ha detto: io non voglio schedare. Ma si chiamano sempre censimenti all’inizio.

Io non sono fra coloro che vogliono sempre accusare Salvini di qualche cosa, voglio solo ricordare a tutti noi che in Italia ottant’anni fa si cominciò a schedare. Vi voglio fare vedere un’immagine (allegata sotto l’articolo), soltanto un’immagine, una fotografia (…)di una denuncia di appartenenza alla razza ebraica. E’ un documento, lo riuscite a leggere, del febbraio del 1930, quando un cittadino di Milano, come vedete, Alberto Segre, vedovo di Foligno Lucia, andò davanti al rappresentante del podestà a dire che lui si dichiarava di razza ebraica come era costretto a fare dalle leggi. Nell’ultima riga là in fondo potete ancora leggere qualcos’altro. “E’ pure di razza ebraica la mia figlia minore, Liliana, nata a Milano il 10 settembre 1930”. Quella bambina, che lì aveva da poco compiuto 10 anni, è colei che è diventata la senatrice a vita Liliana Segre.

Quel padre andò quello stesso giorno degli anni Quaranta con la figlia ad Auschwitz, morì lo stesso giorno dell’arrivo nel lager. Liliana è sopravvissuta ed è il ricordo di tante cose, anche del fatto che se si comincia con una schedatura non si sa mai dove si va a finire.”

O forse come si andrà a finire lo capiamo in pochi, e cerchiamo disperatamente di avvisare gli altri che non se ne rendono conto. A tal proposito è apprezzabile e necessario anche l’intervento sul suo blog del ministro Bertoli:

“Il pianeta dei “duri”

 Saremo anche nel terzo millennio, nell’epoca digitale, nel futuro che non ci si poteva immaginare, ma dal profilo della crescita civile mi pare si stia assistendo ad una drastica involuzione. Il presidente americano che separa i bambini dai genitori migranti (succede purtroppo anche da noi con tanto di sentenze e carte da bollo), il ministro dell’Interno italiano che vuole censire i rom (che molto probabilmente l’anagrafe e i vari registri conoscono già) per espellerne una parte, le navi con gente in fuga a bordo rifiutate, il muro ungherese con tanto di cani per la caccia all’uomo, il ministro dell’Interno tedesco che comincia anch’esso a porre condizioni sui respingimenti ad Angela Merkel e, tragicamente, tanta, troppa gente che applaude.

I “duri” continueranno ad ostentare le loro oscenità finché ci saranno applausi e si afflosceranno solo quando il battimano cesserà. L’evoluzione o l’involuzione di questa storia dipende e dipenderà quindi da tutti noi.

Gestire le migrazioni con senso civile e umanità è possibile, gonfiare i bicipiti per i media a fronte di gente in fuga a me pare solo patetico, ma io sono buonista ben fiero di esserlo. Ai “duri” e ai loro applausi su questo tema preferisco il Papa, Sanchez, Angela Merkel e tutti quelli che non stanno a guardare o applaudire ma si pongono qualche domanda sullo stato della nostra presunta civiltà.”

segre

 

 

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