Perché si riesce a combattere i crudelisti

Resistere è importante. Far risuonare il proprio dissenso, dire “NO!”, dire “vergogna!”. Svegliare neuroni addormentati, ricordando quali siano i valori di una vera umanità, e intimare un risveglio delle coscienze di fronte alla vergogna è un dovere.

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Chiamateli come volete, giustamente qualcuno faceva notare che chiamandoli cattivisti, in quanto antagonisti dei “buoni” si finisce per dare loro legittimazione. In parte è vero. In questi giorni però, abbiamo assistito a un fatto antropologicamente curioso.

Una serie di contingenze hanno portato a delle reazioni, nell’arco di poche ore, sensibilmente diverse. Certe frange si sono ringalluzzite, negli ultimi giorni, fiere delle sparate salviniane. È una questione trasversale, l’internazionale sovranista attraversa le frontiere come nemmeno i contrabbandieri riescono a fare, per cui, anche l’internauta nostrano e nazionalista che plaude ai leghisti nostrani e irride alla Fallitalia, il giorno dopo si bea delle cattiverie che Salvini ci ammannisce sui migranti o sui rom.

Poi è arrivato Trump, con i bambini messicani tenuti in gabbia e lì si è superato un limite non scritto.

All’inizio, la destra nostrana ha tentato ancora di sostenere certe istanze, ma quest’ultimo, chiamiamolo “affronto”, ha risvegliato anche coscienze che di solito se non sono sopite, preferiscono essere defilate. Ce ne siamo accorti sui social a casa nostra, con una ritirata strategica di certi personaggi e con l’avanzata a valanga degli indignati, di coloro che non tollerano più tutto in nome di un presunto nazionalismo.

La stessa cosa è successa in Italia e in USA, non è casuale che entrambi i caporioni, Salvini e Trump, nonostante i proclami arroganti e sfrontati, siano tornati rapidamente sui loro passi, arrivando a dire addirittura, come nel caso di Salvini, che la sua proposta di censire i rom era volta a salvare i bambini dall’accattonaggio.

Questa è la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che resistere è importante. Far risuonare il proprio dissenso, dire “NO!”, dire “vergogna!”. Svegliare neuroni addormentati, ricordando quali siano i valori di una vera umanità, e intimare un risveglio delle coscienze di fronte alla vergogna è un dovere.

La società tutta, quella sana, in questi due giorni ha dimostrato che si può ribaltare la situazione, ma bisogna essere uniti, decisi e appassionati. Non sempre Trump metterà dei bambini in gabbia per aiutarci a far ribollire il sangue. È meglio che lo impariamo da soli. Diciamo sempre e continuamente a questa gente:

VERGOGNA!

 

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