Salvini, Re di bastoni

Se il buongiorno lo si vede dal mattino, non c’è ombra di dubbio che il nuovo corso e i segnali finora giunti dal neoministro dell’Interno italiano non promettono davvero nulla di buono. Anzi. L’inizio non poteva essere più nero di così.

Di

Se il buongiorno lo si vede dal mattino, non c’è ombra di dubbio che il nuovo corso e i segnali finora giunti dal neoministro dell’Interno italiano non promettono davvero nulla di buono. Anzi. L’inizio non poteva essere più nero di così. Il leader leghista, animato da una genuina inclinazione all’olio di ricino e ai manganelli, fin da subito, non ha lesinato parole di condanna e insulti gratuiti. Con toni sprezzanti, evidentemente più da comizio elettorale in Veneto che da uomo delle istituzioni.

Intimidazioni che Matteo Salvini ha scagliato all’indirizzo di migranti, Ong e contro chi, in questi anni, ha fatto dell’accoglienza una nota di merito com’è accaduto con il sindaco di Riace che, in Calabria, nel suo Comune di poco più di duemila anime, ha adottato una politica di inclusione degli immigrati permettendo loro di occupare e far rivivere le case del paese rimaste abbandonate.

“Non sono ancora venuto nella Locride ma ci arriverò non voglio fare promesse alla Renzi. Presto o tardi, meglio presto che tardi ci vedremo. – ha tuonato minaccioso il boss del Carroccio – Al sindaco di Riace non dedico neanche mezzo pensiero. Zero, è zero.” Frasi intrise di disprezzo nei confronti di un sindaco che, grazie a quest’iniziativa, è riuscito a rivitalizzare l’economia della zona, diventando un modello di riferimento in tema di accoglienza, ma anche una spina nel fianco della campagna d’odio portata avanti da sempre dall’attuale ministro dell’Interno.

Un programma d’accoglienza che, malgrado abbia dimostrato come la convivenza pacifica e l’integrazione siano possibili, presto verrà verosimilmente smantellato considerando le difficoltà economiche in cui naviga, a causa della costante e graduale riduzione dei fondi ministeriali. Ma nel mirino di Matteo Salvini, oltre agli aiuti finora stanziati ai migranti, è finito pure lo scrittore e giornalista Roberto Saviano reo di averlo attaccato in un video pubblicato sul portale web di Repubblica.it. “Querelo raramente ma oggi lo faccio volentieri nei confronti del signor Saviano che non può permettersi di dire di me che ‘…qui si tratta di un uomo che vuole far annegare le persone'”. Un video nel quale Saviano accusa il leader leghista di non voler rispettare “il diritto del mare” secondo cui non si possono lasciar morire le persone senza prestar loro il dovuto soccorso.

Insomma, un’operazione intimidatoria a tutto tondo, condotta senza esclusione di colpi, che ha immediatamente dimostrato la coerenza del Re di bastoni e della sua inequivocabile linea politica. Intanto, sempre in Calabria, nel Vibonese, si registra però il primo omicidio. Quello di Soumaila Sacko, guarda caso un attivista dell’Unione sindacale di base da sempre in prima fila nelle lotte per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati per pochi euro al giorno nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando. Nel clima da Far West, tanto invocato da Salvini, il trentenne originario del Mali è stato brutalmente ucciso a colpi di fucile caricato a pallettoni. Freddato mentre insieme a due compagni – anche loro rimasti feriti – stava cercando vecchie lamiere in una fabbrica abbandonata.

Ti potrebbero interessare: