Tanto di cappello, Salvini. Davvero

Cosa mi spinge a complimentarmi con Salvini, un uomo definito “Estremamente spiacevole” dal comico britannico John Oliver? Beh, all’italico Matteo va riconosciuto un merito non da nulla; quello di essere riuscito a rendersi inattaccabile.

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Cosa mi spinge a complimentarmi con Salvini, un uomo definito “Estremamente spiacevole” dal comico britannico John Oliver? Beh, all’italico Matteo va riconosciuto un merito non da nulla; quello di essere riuscito a rendersi inattaccabile.

Cosa succederebbe a chiunque di noi, se dichiarassimo apertamente di rifiutare aiuto a chi ne ha bisogno? Cosa accadrebbe a un capitano di vascello che decidesse deliberatamente di negare il soccorso ad un naufrago? La perdita della stima di buona parte della famiglia nel primo caso, un tribunale nel secondo. Eppure è proprio quello che Salvini ha fatto, dichiarando che i porti italiani erano chiusi per la nave “Aquarius”, carica di oltre 600 rifugiati, tra cui donne incinte e bambini. La nave ora verrà accolta dalla Spagna.

Ma non ci saranno conseguenze. Egli è riuscito a costruirsi uno scudo degno di un oplita greco, un guscio di populismo, gentismo e menzogne tanto spesso e articolato da essere infrangibile. Se fosse l’Unione Europea a protestare, il popolino salviniano inveirebbe contro i tiranni dell’asse franco-tedesco. Se fosse l’opposizione politica, si ruggirebbe riguardo a come il nuovo governo del cambiamento sia finalmente riuscito a ottenere qualcosa, al contrario dei disonesti e incompetenti sinistri che si trovavano al governo fino a qualche mese fa.

“Ha dimostrato di mantenere fede alle sue promesse” si legge su Facebook.

Ma io voglio raccontare un’altra storia. Una storia che osa gettare un po’ di speranza su di un’Italia che sembra scivolare nel baratro più velocemente di un ragazzino obeso su uno scivolo d’acqua.

È la breve storia di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. Che nella giornata di ieri ha deciso di lanciare la sua personale sfida al nuovo ministro degli Interni. Un tweet breve, conciso, ma che nasconde anni di storia, e un messaggio molto più semplice.

Non siamo come voi.

“Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”

Questo dice De Magistris, con uno schiaffo metaforico – e una molto meno metaforica sfida al nuovo potere leghista. Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, si unisce al coro.

“Palermo, la città che a partire dal proprio nome è “tutta un porto”, è stata e sarà sempre pronta ad accogliere le navi, civili o militari che siano, impegnate nel salvataggio di vite umane nel Mediterraneo. Quelle navi e quegli uomini che rispettano la legge del mare e la legge internazionale, sottraendo alla morte uomini, donne e bambini che alcuni vorrebbero consegnare nelle mani della criminalità internazionale. A violare la legge internazionale, quella che impone come priorità assoluta il salvataggio delle vite umane, è il ministro dell’Interno italiano che, qualora ce ne fosse stato bisogno, ha dato ulteriore dimostrazione della natura culturale dell’estrema destra leghista”.

E non finisce qui. Persino il sindaco di Messina, città originalmente destinata ad accogliere la Aquarius, decide di non prestarsi al gioco di Salvini, in cui si puntano vite umane per guadagnare un minimo di consenso popolare. Ecco cosa ha da dire Renato Accorinti:

“non si può pensare di prescindere dai diritti universali dell’uomo e dal diritto della navigazione nei quali l’essere umano è sacro a prescindere dal colore della sua pelle e del suo paese d’origine. È dovere primario accogliere e ad una politica disumanizzante ci contrapponiamo con una politica fatta di diritti e di valore delle persone”

Queste sono le voci del Sud Italia. Un Sud Italia che non ha votato la Lega, preferendo la – da alcuni ritenuta malriposta – fiducia per il Movimento 5 Stelle di Di Maio. Un Sud che non ha dimenticato i cori inneggianti a un’eruzione del Vesuvio, che non ha dimenticato anni di sfottò e insulti rivolti alle regioni più povere del Paese, che non ha dimenticato la reputazione di scrocconi nullafacenti affibbiatagli dal Nord delle nuove destre. Un Sud che non ha mai voluto Salvini.

Come dice Orlando, “tutta un porto”. O “senza soldi, ma con un cuore grande” gli fa eco De Magistris. Il Sud, popolo di navigatori e commercianti, ma anche di pescatori e contadini. Figli della Magna Graecia, Figli del Mediterraneo. Popoli che hanno visto alternarsi Greci, Romani, Bizantini, Vandali, Spagnoli, Normanni e molti altri. Regioni povere, sottosviluppate. Regioni che tuttavia, nel momento del bisogno, sanno dimostrare di essere signorili, in grado di pensare anche con il cuore. Popoli in grado di dimostrare che le quattro giornate di Napoli, in cui la città fu la prima in Europa a liberarsi da sola dai nazisti, non sono solo una storia da raccontare ai nipoti, ma anche un modo di essere. Un modo di pensare, un orgoglio e un onore di regioni che in questi anni sono stati gli zimbelli dell’Italia studiata, industrializzata e moderna.

E queste, purtroppo per Salvini, sono cose che non si possono comprare. Nemmeno con i soldi dei diritti televisivi del Milan. Come diceva Totò: “signori si nasce, e io modestamente, lo nacqui.”

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