USI, dove sei in classifica?

La classifica annuale dei migliori atenei del mondo è impietosa con il Ticino: l’USI non c’è e mai c’è stata.

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È appena uscita la nuova classifica dei migliori atenei mondiali, elaborata dal QS World University Rankings, Ai primi posti ci sono sempre le migliori università USA – MIT, Stanford e Harvard – ma il Politecnico di Zurigo si piazza al settimo posto assoluto (al quarto posto delle università tecniche). Il Poli di Losanna è uscito dalle top 20 (22esimo posto, rispetto al 12esimo dello scorso anno), poi abbiamo le altre svizzere: Zurigo (78esimo rango), Ginevra (108), Berna (139), Losanna (149), Basilea (160), San Gallo (375) e Friburgo, inserito nel gruppo tra la 601 e la 650esima posizione. E Lugano? Non c’è e non c’è mai stata. Come mai? In questa banca dati si può selezionare le facoltà delle varie università e quando andiamo a spulciare quella di Lugano – descritta con tutte le sue facoltà – l’unica citata e quella di informatica posizionata attorno al 400° rango mondiale.

Pur con tutti i limiti di queste classificazioni, possiamo più o meno concludere dicendo che non vale un granché e sicuramente molto meno di quanto ci vogliono far credere. Infatti, se andiamo a vedere le pubblicazioni delle facoltà, i curriculum dei vari professori, e le citazioni scientifiche, siamo veramente messi malino. Ma in Ticino è un tabù. Eppure, varrebbe la pena discuterne anche semplicemente perché costa molto (leggi qui il documento).

Certo la formazione costa, ma sarebbe meglio se fosse di qualità, e non un semplicemente prolungamento del liceo. L’USI in questi anni non ha generato ricadute scientifiche degne di questo nome, e certamente non ha cambiato l’andamento economico del Cantone. (Basterebbe confrontare i lavori dell’Ire prima dell’USI e dopo)

Naturalmente il discorso dovrebbe essere esteso alla Supsi. Le scuole universitarie professionali (si chiamano universitarie solo in Ticino!) sono state volute per trasferire i risultati scientifiche delle università, ed in particolare delle due scuole politecniche, nel mondo economico e produttivo. Da noi la Supsi è diventata invece un carrozzone, dove sono entrati un po’ tutti, con strutture interessanti, ma in generale con molto fumo e poco arrosto.

Anzi, il fumo sembra essersi diffuso a macchia d’olio, monopolizzando buona parte della ricerca (ma è quasi un eufemismo). Un’altra occasione mancata?

 

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