600 morti in un mese, che record!

Le scelte dell’Europa sono perniciose ma chiare. Lasciamo morire i migranti in mare. Questa è la soluzione che i cervelloni d’Europa hanno partorito, una guerra, nemmeno più velata. Sarebbe più onesto fucilarli appena arrivano a terra. Oggi abbiamo perso di nuovo la nostra umanità, se mai è esistita.

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L’immensa vergogna di questi mesi, lo scellerato patto tra europei ha portato un solo frutto, anzi 600 frutti. Sono i 600 morti in mare da quando una legge abominevole, un agire sconsiderato e crudele impedisce alle ONG di muoversi a salvataggio dei barconi. 600 morti in un un mese, la metà del totale dall’inizio di quest’anno.

Morti che pesano sulla coscienza di chi ha deciso, di chi ignora e rispedisce al mittente. Morti che pesano su chi plaude a queste decisioni schifose operate da persone schifose. Punto e a capo.

La denuncia è di Médicins sans Frontières e SOS Mediterranée. Oggi come se non bastasse e nonostante altre tre inchieste non abbiano dato frutti, le ONG sono di nuovo sotto le grinfie della magistratura italiana. Ovvio, è intimidazione. Tutta la sabbia che si può versare negli ingranaggi dei salvataggi va gettata. Per bloccare la macchina umanitaria, per uccidere persone come esempio. Screditare i buonisti, rendere dei farabutti coloro che si adoperano ogni giorno nei salvataggi. Sdoganare il razzismo come un sano anticorpo all’invasione.

No, ma dico: 600. È un esecuzione, non ci sono altre parole. Per omissione di soccorso la legge prevede la galera, questo però non vale per le bagnarole stracariche dei migranti.

Sono tanti, ci stiamo abituando, certo. Domani saranno 1000, poi altre migliaia. Illudersi che si risolva così una crisi del genere è criminale.

Sarebbe come bombardare le autostrade per ridurre gli eccessi di velocità. Ovviamente nessuno lo farebbe. Ma lasciare morire neonati, donne, bambini e uomini in mare nel nome di una crisi che non esiste non lo è (ricordiamo che gli sbarchi sono il 25% di quelli dell’anno scorso).

Il centro di Rancate, costruito da Gobbi e dalla Confederazione per accogliere le legioni in fuga è quasi sempre vuoto, quattro gatti in uno spazio creato per centinaia.

I gatti hanno sette vite, le persone no, quelle muoiono. A centinaia. Ce li abbiamo tutti sulla coscienza, tutti. Anche noi che non riusciamo a fare abbastanza. Stiamo uccidendo le persone per un invasione inventata da quei bastardi che ci marciano , che ci si fanno grassi.

Oggi penso che abbiamo perso la nostra umanità un’altra volta, l’avevamo persa nel 1940 e siamo tornati lì senza accorgerci. Ci siamo fatti fregare un’altra volta.

 

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