Il corriere difende Foa: tutte falsità!

La famiglia Soldati, proprietaria del gruppo del Corriere del Ticino e di MediaTi Holding, difende il suo amministratore delegato: l’inchiesta dell’autorevole settimanale italiano l’Espresso su l’internazionale sovranista e Marcello Foa sarebbero tutte falsità.

Di

Torniamo su Marcello Foa e sulla bega che gli è arrivata tra capo e collo in merito a un’inchiesta de L’Espresso. Il periodico italiano accusa Marcello Foa, tra gli altri, di avere contatti e legami con l’estrema destra sovranista e con le strategie occulte del Movimento Cinque Stelle e dei leghisti italiani. Foa, sempre secondo l’Espresso, sarebbe uno degli anelli di contatto tra le istanze sovraniste putiniane e trumpiste, che raccolgono le estreme destre di molti Paesi europei, tra cui la Lega di Salvini e il Front National lepenista. Ieri sul Corriere la replica della famiglia Soldati, a firma dell’avvocato Luca Soldati, che non minaccia però nessuna querela, lasciando il compito, se del caso, a Foa stesso.

corriere 1

Alcune considerazioni: se la famiglia Soldati si muove a difesa del suo amministratore delegato vuol dire che la cosa in qualche modo scotta. Che poi il Corriere del Ticino parli e ribadisca la propria indipendenza fa ridere anche i cadaveri delle mummie inca. La deriva a destra del gruppo è plateale da anni, e ciò proprio grazie all’operato di Marcello Foa. Una deriva che spesso ha messo in imbarazzo anche il suo direttore, Fabio Pontiggia che, seppur uomo di destra, mantiene perlomeno una certa etica.

Insomma, sarebbero tutte fanfaluche, falsità. Eppure, come dice l’espresso, Marcello Dettori, attivo nei social media e divulgazione digitale, gestore del blog “Silenzi e falsità” su cui scrive anche Foa, annovera tra i suoi tre maggiori clienti proprio MediaTi Holding. Marcello Dettori è fratello di Pietro Dettori, responsabile del blog di Beppe Grillo e oggi a Palazzo Chigi, un uomo chiave nelle strategie dei 5Stelle.

corriere 2

Foa ha inoltre frequentazioni più che amichevoli con i vertici della Lega e con lo stesso Salvini, oltre a essere, come scritto da l’Espresso, uno dei pochi recentemente ammessi a un incontro con Steve Bannon, guru della campagna di Donald Trump. Scrive L’Espresso:

“ Foa non è solo un manager. Come giornalista e blogger lo troviamo in prima linea nella battaglia sovranista e i suoi commenti compaiono spesso sul sito Silenzi e Falsità. Il numero uno del Corriere del Ticino non ha mai nascosto il suo sostegno a Salvini, con cui c’è un rapporto di conoscenza e reciproca stima. Il 14 giugno scorso, l’ultimo libro di Foa (ne avevamo parlato, leggi qui) è stato presentato a Milano e il capo della Lega, annunciato come “special guest”, si è materializzato con un video intervento…”

e prosegue:

“…L’8 marzo Foa è stato uno dei pochi ammessi all’incontro tra Salvini e Steve Bannon, l’ideologo della destra populista americana ed ex consigliere di Donald Trump. Il giornalista-manager è in ottimi rapporti anche con il miliardario svizzero Tito Tettamanti, il fondatore del gruppo Fidinam, specializzato nella consulenza fiscale internazionale con la creazione, tra l’altro, di strutture offshore.”

Tutte cose che avevamo già detto su GAS nei mesi passati. (leggi qui)

Nella foto: Steve Bannon, spin doctor di Donald Trump, il miliardario ticinese Tito Tettamanti, Il ministro leghista dell’Interno Matteo Salvini e l’esperto di social media Marcello Dettori.

Concordiamo con L’Espresso: Tettamanti, miliardario con velleità politiche, (eletto Consigliere di Stato nel 1959 dimissionò per questioni fiscali già nel 1960), pieno di soldi, fa gola ai sovranisti, e Foa è un suo protegé da tempo. Ora, negare è sempre possibile, evidentemente non c’è una lettera d’amore di Bannon nei confronti di Foa e del Corriere.

È però vero che se tua moglie vende patate, i tuoi amici coltivano patate e sul lavoro ti occupi di agronomia in relazione alle patate difficilmente mangerai piselli.

I fatti sono lì chiari e lampanti: 1) Marcello Foa è un bufalaro. Sua quella dei riservisti americani pronti alla guerra (leggi qui), sua quella della polizia tedesca che avrebbe manipolato informazioni relative alla minaccia terroristica (leggi qui), bufala per cui si è dovuto scusare il povero Pontiggia. Da quel momento, la firma di Foa, che dovrebbe essere prestigiosa e fiore all’occhiello del giornale di Muzzano, è completamente scomparsa dal Corriere del Ticino. 2) Marcello Foa sul suo blog, sposa tesi complottistiche al limite del ridicolo. 3) Marcello Foa insegna ed è ospite all’osservatorio di giornalismo dell’USI, finanziato con soldi pubblici ed insegna agli allievi di giornalismo come difendersi dalle fake news, puro delirio. È come se un piromane ci presentasse un trattato su come evitare gli incendi.

A tutti gli effetti Marcello Foa prende in giro consapevolmente i suoi fan, accusando gli altri di fare esattamente quello che fa lui. Ci torneremo con un altro articolo oggi stesso.

La domanda che facciamo sempre è pesante: è normale che un individuo del genere insegni in un’università pubblica ticinese? Pagato anche coi nostri soldi? Non è imbarazzante per l’USI? O meglio, quando l’USI si deciderà a fare qualcosa prima che sia magari la politica a muoversi?

 

Ti potrebbero interessare: