Insegniamo ai nostri ragazzi a stanare le balle

Daniela Tazzioli, che insegna italiano e storia a Modena, ha messo i suoi studenti a confronto con notizie false a sfondo razzista, invitandoli a trovare la fonte.

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Com’è possibile arginare il razzismo che serpeggia fra i più giovani che spesso sono dei pappagalli di certi politici pronti a riempirsi la bocca di odio? È ipotizzabile affrontarlo e forse anche sconfiggerlo proprio a partire dai banchi di scuola? La risposta è sì. E un bell’esempio ce lo fornisce un’insegnante di Modena che invece di schivare l’oliva, si è rimboccata le maniche e ha afferrato il toro per le corna demolendo pregiudizi e fake news che riguardano gli stranieri.

Non è vero che tuo padre è morto di tumore come ci hai raccontato. Tuo padre non c’è più perché si è fatto esplodere”. Questo si è sentito dire uno studente di una scuola professionale della città emiliana. Una frase tanto crudele quanto intrisa delle baggianate e della propaganda che fanno di ogni straniero un ladro, uno spacciatore, un terrorista jihadista oppure ancora un finto profugo giunto in Europa soltanto per approfittarsi del buon cuore e della pirlaggine di molti, troppi di noi.

Daniela Tazzioli, che insegna italiano e storia a una classe fra i quali ci sono anche i due protagonisti dell’episodio in questione, ha però avuto un’idea. Stanare le balle. “In quella classe sono presenti 29 alunni, di cui nove stranieri, tre orfani, due solo del papà, uno di entrambi i genitori, e cinque con disturbi specifici dell’apprendimento – racconta la professoressa – Con loro avevo creato una buona relazione fino a quando, dopo i fatti di Macerata (riferiti a un inquietante raid razzista, n.d.r.), ho assegnato loro un tema sul razzismo. Nel componimento chiedevo di esprimere la loro opinione sul tema dei migranti. E sono rimasta sconvolta. Mi sono trovata di fronte a una classe di “criptorazzisti”. Gli stessi slogan che si sentivano in quei giorni durante la campagna elettorale li ho letti nei temi. I ragazzini stranieri hanno scritto che i compagni dicevano loro: “Fatti esplodere”, oppure “Tuo zio ti ha detto dove sarà il prossimo attentato”.”

Così, davanti a tutto questo, alla contrapposizione e alla violenza fomentata dal clima politico e dai mass media, Daniela Tazzioli decide di creare un dossier con dati e tabelle, disponendo i ragazzi, a coppie, mettendoli a confronto con una ventina di notizie non vere, ma spacciate per tali e fatte circolare con insistenza sugli immigrati. “Il loro compito era cercare la fonte che avvalorasse o smentisse quelle notizie. La restituzione è stata un successo: anche i razzisti più incalliti si sono ricreduti e hanno cambiato atteggiamento.” Di fronte alla verità vera, i latrati di chi, ad arte, cerca e fomenta il razzismo, si sono spenti. Perché l’ignoranza e la paura vanno sconfitte con dati alla mano. Con la verità.

“Ho inventato quest’attività – ha sottolineato la prof – per contrastare il fatto che i migranti fossero motivo d’odio e di propaganda, nonché fake news, come i ragazzi hanno avuto modo di vedere. Soprattutto la parte economica li ha scioccati: ad esempio, secondo una fonte tra quelle analizzate gli stranieri versano tra i 13 e i 17 miliardi di contributi, ma ne ricevono indietro tre in termini di servizi. Quindi ho mostrato ai ragazzi che gli italiani sono in attivo rispetto a questo parametro.”

 

 

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