La Lega delle segretarie

Bufera sulla segretaria della Lega Nord di un paesino della provincia di Brescia, condannata per un post su Facebook in cui denigrava le cooperative che assistono i richiedenti asilo

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Lei si chiama Federica Epis ed è la segretaria della Lega Nord di Orzinuovi, una cittadina del Bresciano. Una segretaria che come tutte le segretarie un po’ frustrate da questo loro ruolo subalterno ha iniziato a sgomitare dimostrando di non essere solo capace a far di conto o a gestire la corrispondenza della sezione locale. No. Federica si è lasciata andare a qualche proclama che, purtroppo per lei, non è passato del tutto inosservato.

Tempo fa, in un suo post di Facebook, a proposito di alcune cooperative attive sul fronte dei migranti, si poteva leggere che queste “lucrano sul traffico di clandestini con la faccetta misericordiosa”. Una presa di posizione piuttosto qualunquista e già sentita in giro che però le è costata una condanna. Giustamente, aggiungiamo noi. A riprova del fatto che uno straccio di Stato di diritto a fare da argine ai populismi e al qualunquismo imperante ancora esiste. Perché aprir bocca e darle fiato dando sfogo alla rabbia, facendo sfoggio della propria abissale ignoranza non paga. Anzi. Per ironia della sorte va a finire che a dover pagare sei tu.

Così a marzo il tribunale di Brescia, la povera Federica, l’aveva condannata a risarcire le tre cooperative denigrate e infine, nei giorni scorsi, è scattato il pignoramento di 14mila euro sul suo stipendio. Che per una semplice impiegata non è certo manna caduta dal cielo. Per carità. Ma forse, questa vicenda potrà servire ed essere di monito a chi della bugia e delle calunnie, utilizzate per smuovere la pancia degli elettori, ne fa largo uso al punto da aver ormai abbondantemente superato la soglia del consentito. Mescolando desideri e rancori a leggi e dati statistici. Dopando di fake news la narrazione della realtà, fino al limite dell’overdose.

Perché il bisogno di essere rassicurati spesso passa proprio dalle bugie. Tanto facili a dirsi quanto a bersi. Il post della nostra brava segretaria ne è l’esempio. Non a caso la giudice Lucia Cannella lo ha considerato “denigratorio e offensivo laddove indica che i richiedenti asilo siano clandestini” ed è appunto scattata la condanna in quanto “il post ha valenza irridente e sbeffeggiante ove indica le associazioni che danno ospitalità al soggetto come di chi opera ‘con la faccetta misericordiosa’ di chi fa la beneficenza attributivo di un fine illecito”.

Ovviamente, ad aver fatto quadrato attorno alla militante leghista, c’è l’intero movimento a partire dal suo leader Matteo Salvini. È perfino nato un comitato in suo sostegno che ha raccolto i soldi necessari a coprire le spese legali finora sostenute da Federica. “Mi sembra davvero impossibile che in un Paese democratico vengano sanzionate in questo modo le parole – ha dichiarato sprezzante la ragazza ben lungi dall’aver capito il senso di questa sentenza – non mi sembra di aver fatto nulla di male, per questo da semplice cittadina, trovarmi a dover risarcire persone già ricche e potenti, è qualcosa che ha dell’assurdo”.

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