La patria del doppio passaporto

Il doppio passaporto vuole solo dire che hai due madri da amare e che l’amore si moltiplica, non si divide. Chiedere a qualcuno di rinunciare a una delle due è ingiusto e crudele. Amare due nazioni con i loro pregi e difetti, rende le persone più ricche

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Non c’è niente da fare, questi ci provano sempre: ma no! Noi non ce l’abbiamo con gli stranieri che sono qui, lavorano e sono integrati. Salvo poi, appena giri la testa, buttarti là qualche battuta cretina, di pessimo gusto quando non razzista sulle origini o sul doppio passaporto.

A fare la boutade, il segretario generale dell’Associazione Svizzera di Football, Alex Miescher. Di simpatie liberali (è stato consigliere comunale per una decina di anni a Bieberist) ha la sua ricetta: niente doppio passaporto per i giocatori rossocrociati. Una cavolata che grida vendetta al cielo, non si capisce infatti perché si può avere il doppio passaporto rappresentando il proprio Paese in parlamento ma non si può fare la stessa cosa nella Nazionale di calcio. È stata poi la stessa Federazione, in un comunicato stampa, a buttare acqua sul fuoco, dichiarando che è sempre stata favorevole all’integrazione.

Il ridicolo dunque, a riprova delle derive destroidi di certe frange liberali, non ha confini. Subito il Lorenzino nazionale si accoda e riaggancia alla questione con un pezzo sul suo blog, adducendo, alla fine, delle quasi scuse per le sue precedenti esternazioni sulla nazionale (leggi qui):

“…Evidentemente il “Gigi di Viganello” non intendeva sfornare un’analisi sulle capacità sportive dell’uno o dell’altro giocatore: non ne ha le competenze. Il punto è un altro. Ossia che la Nazionale svizzera non è un qualsiasi club Pincopallo che si ritrova per caso una bandiera rossocrociata sulla maglia. La Nazionale svizzera rappresenta il Paese. “

Ecco, appunto, come te a Berna, e la Nazionale ci fa fare molte meno figure barbine.

A caricare la mula anche le ignobili parole di Marco Chiesa, partendo dal presupposto che se uno ha il doppio passaporto è un mercenario:

“A me non interessano i mercenari. Anche perché alla resa dei conti ai mercenari mancherà il cuore, quell’elemento essenziale che ti permette di superare l’ostacolo più difficile.”

Lorenzo prosegue poi coi suoi soliti toni isterici, parlando pure lui di mercenariato, di patria e di tutte quelle robe di cui si riempie la bocca come un bambino goloso di caramelle.

A Lorenzo ricordiamo sempre e solo una cosa: la patria non è sua, è anche nostra e di Xhaka e Shaqiri. Mica perché sei biondino, sgradevole e leghista hai diritti su tutti gli altri. La bandiera rossocrociata la possiamo sventolare pure noi.

Una bandiera copre una nazione come una coperta e lo dovrebbe fare per tutti i suoi figli. Piantala di menare il torrone con le tue tesi razziste, perché sono razziste; e prova a fare qualcosa per questa benedetta patria che tiri fuori ogni due minuti come un vecchietto col moccio tira fuori il fazzoletto.

Il doppio passaporto vuole solo dire che hai due madri da amare e che l’amore si moltiplica, non si divide. Chiedere a qualcuno di rinunciare a una delle due è ingiusto e crudele. Amare due nazioni con i loro pregi e difetti, rende le persone più ricche. Se l’alternativa del monopassaporto frutta persone livorose come te, allora che benvengano la doppia nazionalità e anche la tripla. Ecco, ai kosovari in Ticino un solo consiglio: ricordatevi chi non votare alle prossime elezioni.

 

 

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