L’ottava meraviglia del mondo

Accettarsi a volte non è facile, questa malattia dell’esistere colpisce sempre più persone, in un circuito senza fine, perché dopo l’addominoplastica ti vuoi fare un ritocchino al seno, e già che ci sei agli zigomi, poi col tempo una blefaroplastica e una stirata alla pelle del collo.

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Parliamo della Cipriani Francesca, la bionda e maggiorata show girl, diventata famosa tempo fa più per le frequentazioni berlusconiane che per meriti propri. Poi approdata a varie comparsate, ha avuto il suo momento di gloria nell’ultima Isola dei Famosi Vip, o quel che è.

L’ottava meraviglia del titolo è in realtà un’ottava di seno, perché sì, la Cipriani, non soddisfatta del suo balcone ha pensato bene di aumentarlo portandolo a un’ottava misura.

Insomma, preoccupante. Una montagna di carne che rischia di creare anche problemi, soprattutto alla schiena, visto che sposta il baricentro e non di poco.

A noi la Cipriani è anche simpatica, pur esibendo le sue burrosità mantiene un coté naîve che lascia intravvedere la bambina insicura che alberga sotto le ubertose e botticelliane forme.

Una bambina un po’ triste e che sarà perennemente insoddisfatta del suo corpo, della sua apparenza, dallo specchio le dice che c’è sempre qualcosa che non va, che c’è sempre qualcosa di meglio.

Accettarsi a volte non è facile, questa malattia dell’esistere colpisce sempre più persone, in un circuito senza fine, perché dopo l’addominoplastica ti vuoi fare un ritocchino al seno, e già che ci sei agli zigomi, poi col tempo una blefaroplastica e una stirata alla pelle del collo.

La povera Francesca ora è giovane e bella, e lo è anche di suo, lo sarebbe anche senza quelle tette gigantesche. Ma il tempo passerà, e ogni giorno, ogni piccolo cedimento di quel corpo statuario le porterà angoscia e probabilmente con gli anni comincerà a sembrare una maschera, come ci hanno insegnato donne come Donatella versace o Ornella Vanoni.

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Maschere che nascondono un’infelicità e una carenza d’amore che nessuna chirurgia può guarire, perché i bisturi non possono curare le anime.

A noi Francesca, scemetta bionda e tettona, piace. Ci piace la sua voglia di apparire e al contempo la sua umiltà di ferita. Ci piacciono le sue risate e le sue lacrime, perché vediamo tanta piccola e tenera umanità sotto tutto quel silicone.

A tutte le altre diciamo, col rischio di essere retorici, siete belle così, perché una persona è la summa di mille piccoli gesti, pensieri, sentimenti , azioni. La carne è un involucro importante, ma cedevole.

Anna Magnani diceva alle truccatrici: c’ho messo una vita a farmi venire le rughe, perché volete togliermele?

 

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