Miss America e il bikini della discordia

Una scelta s’impone. Noi stiamo con Miss America, quella col pullover di alpaca e il berretto fin sotto le orecchie.

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Se in Svizzera a tenere banco è la strenua difesa della tradizione e di simboli tra i quali c’è il cervelat, il salsicciotto rossocrociato per antonomasia minacciato da orde di bambini musulmani che degli insaccati di maiale proprio non ne vogliono sapere, al di là dell’Oceano, la polemica infuria sull’altrettanto delicata questione del bikini o meno al concorso di bellezza a stelle strisce per eccellenza.

Tenetevi stretti alla sedia perché Miss America ha deciso, in linea con il vento di cambiamento portato dal movimento #Metoo, di abolire la prova in costume e sostituirla con una volgarissima e mortificante intervista con la quale si cercherà di valutare la personalità e non solo il girovita o il fondoschiena delle aspiranti miss.

Una scelta che ha già scatenato una mezza rivolta. Perché, proprio come da noi per il cervelat, ci sono cose che non vanno toccate. Questo sostengono coloro che non hanno gradito la scelta fatta dalla nuova presidente, Gretchen Carlson, l’ex Miss America, artefice del nuovo corso, poiché convinti che una miss vestita sia un po’ come una coniglietta di Playboy coi baffi. Insomma, uno di quei ribaltamenti della realtà difficili, se non impossibili da digerire.

Eppure è proprio da alcune pessime abitudini che talvolta tutti noi dobbiamo fare lo sforzo di emanciparci. Fumare. Infilarsi le dita nel naso. Non andare a votare. Solo cercando di non assecondare alcuni dei più bassi istinti che si annidano in ognuno di noi, potremo sperare di essere migliori. O se non altro meno violenti. O sessisti. Solo educando i nostri figli al rispetto potremo sperare di ritrovare un po’ di quella dignità perduta.

La bellezza va bene, ma il merito e l’intelligenza sono senza dubbio virtù altrettanto affascinanti. Così, il proposito di valorizzare la complessità andando oltre la mercificazione della donna e del suo corpo è probabilmente l’unica direzione percorribile. Soprattutto dopo anni di violenze e di soprusi subiti e taciuti. Ma evidentemente non tutti la pensano così, vista la presenza di chi non si vergogna a remare contro. In maniera anche un po’ schizofrenica. Sono i ventidue dirigenti del concorso di bellezza che in segno di protesta hanno rassegnato le loro dimissione credendo di poter avere la botte piena e la moglie ubriaca. E invece no. Una scelta s’impone. Noi stiamo con Miss America, quella col pullover di alpaca e il berretto fin sotto le orecchie.

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