Quadri come il Nano

Sbagliamo a pensare Lorenzo stratega di certe cavolate razziste, lui è solo il fedele depositario di una simpatica tradizione più che ventennale

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Il razzismo della Lega ha una lunga tradizione. È inutile fare finta o nascondersi dietro a un dito: “Non sono razzista ma”, “mi danno fastidio solo quelli che non sono integrati…”, Balle. Balle per molti, certo non per tutti.

Mi rifiuto di pensare che tutti i leghisti ragionino così. Purtroppo però è vero che la caduta di stile di Lorenzo Quadri non deve stupirci (leggi qui), anzi, Quadri è anche abbastanza pacato in tal senso. S’è limitato a dire che la Nazionale perde per colpa dei naturalizzati. Il compianto Nano, quello tutto cuore e mani tese ad aiutare i poverelli era ben peggio. So già che sotto quest’articolo arriveranno le truppe cammellate a difenderne la memoria, d’altronde noi non siamo la pagina di Quadri che banna sistematicamente ogni dissenso, anzi, siamo favorevoli al dialogo e alla discussione, soprattutto se produttivi.

È poi questa la differenza alla fine, no? La differenza tra il cercare davvero soluzioni e fare solo propaganda urlata senza ascoltare l’interlocutore che si ha di fronte. Sollevare unicamente problemi senza lavorare realmente in parlamento (Quadri docet) per portare dei miglioramenti alla nostra società.

E allora vi rinfresco io la memoria:

“Troppi neri in Nazionale!”

Bignasca-Mattino

“Rom raus o campi di lavoro!”

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Roba da vomito, anche solo a vedere le immagini, che sembrano quelle della propaganda nazista. Ma non è propaganda fascista o nazista del 1940, lo sapete bene, sono gloriose copertine del Mattino della Domenica, quando era il Nano Bignasca il suo responsabile e si era preso 280 denunce fregandosene bellamente delle conseguenza. I soldi per pagare li aveva e se gli davano qualche giorno di carcere c’era il certificato medico.

Ma i toni del Mattino, nonostante l’avvicendamento, non sono mai cambiati. Le k e le $ son sempre lì, gli attacchi personali o alle famiglie anche, le intimidazioni minacciose, le fake news pure.

Insomma, sbagliamo a pensare Lorenzo stratega di certe puttanate razziste, lui è solo il fedele depositario di una simpatica tradizione più che ventennale. La nostra cultura, come quella cristiana insomma che, come per i trasparenti di Mendrisio, dovrebbe essere patrimonio dell’UNESCO.

 

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