Un’altra stanca strage in Texas

Dieci morti di dolore. E per gli altri, quelli che dimentichiamo, l’incubo di tutta una vita. Un Paese, penso io, dovrebbe domandarsi, se cresce i propri figli per farli diventare dei bersagli. Un Paese dovrebbe domandarsi cosa è successo, a un certo punto, cosa si è storto. Un Paese dovrebbe guardare negli occhi i propri figli e chiedere scusa con le lacrime agli occhi.

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Harry e Meghan si sposano

Magari noi viviamo storie d’amore più serene e tranquille, senza fotografi che ti perseguitano o giornalisti che pesano ogni virgola che pronunci. O forse di nuovo no, e siamo tutti esseri umani, sbagliamo, ci tradiamo, ci riprendiamo e ci maltrattiamo, poi ci abbracciamo chiedendoci scusa, poveri e ricchi, uniti in questa triste e imperfetta umanità, che è però quello che abbiamo come bagaglio di vita. Insomma, siamo così. Inutile correre dietro a Meghan e Harry, certo, gli faccio tanti auguri, ci mancherebbe, ma la loro unione è poi la stessa di Giovanni e Samantha alla chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona.

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I rigommati sono i peggiori

Ricordiamo una volta per tutte cose c’è dietro a un’organizzazione dal nome ridondante (Centro Islamico Svizzero). A parte il tedesco Naim Cherni, gli altri due svizzerissimi musulmani sono dei rigommati, e cioè degli svizzeri, come me e voi convertiti all’Islam. Come spesso accade, i peggiori fanatici sono proprio loro, persone che portano pregiudizio a tutti i musulmani svizzeri e che con l’Islam hanno poco a che fare.

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Il Cardiocentro e i 23 milioni di debiti

Eccoli qua, i veri giochi. La dura realtà, che non ha nulla a che fare con il cuore, le operazioni o salvare vite, che peraltro è il lavoro di ogni medico, è di fronte a tutti: il mantenimento di privilegi; il primo, di mettere chi si vuole dove si vuole, il secondo di gestire senza interferenze i soldi del Cardiocentro. I risultati si vedono, e sono lì sul tavolo: 23 milioni di buoni motivi.

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La canzone di agonia dei palestinesi

Un’ambasciata spostata da Tel Aviv a Gerusalemme. Non ce n’era bisogno, non serve a nulla, se non a ribadire ai palestinesi che loro non valgono nemmeno le pallottole che li uccidono. Se non a suggellare un patto infame tra Israele e gli Stati Uniti. E gli altri, quelli che piangono, e ci sono sia dall’una che dall’altra parte, possono solo osservare impotenti una deriva sempre più mostruosa.

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