Eraclito di Efeso (e Lara from Comano)

Eraclito di Efeso (e Lara from Comano)

di Libano Zanolari A soli 25 anni Lara Gut ha vinto una coppa del mondo e, nei rapporti con il resto dell’umanità, ha già fatto tutti gli errori possibili: ne consegue che, liquidata la pendenza (gli errori fanno crescere le persone intelligenti), acquisita l’esperienza tecnica e agonistica necessaria per preparare almeno tre discipline su quattro (senza dimenticare la combinata) il raccolto è ben lungi dall’essere terminato. Sia per il talento naturale che per il carattere…

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Il distruttore: Guardiola for dummies

Il distruttore: Guardiola for dummies

di Jacopo Scarinci Pep Guardiola è inspiegabilmente uno degli allenatori più vincenti e celebrati. Se la questione trofei trova facile risposta nell’aver allenato solo gente che risponde al nome di Messi, Iniesta, Xavi, Neuer, Lahm, Robben e altri alieni, il motivo di cotanta partecipazione emotiva nel costruire il culto della sua persona stupisce e fa pensare. Se ne potrebbero portare a dozzine di argomenti, anche se la stretta attualità si è incaricata di darcene uno…

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Maxim Lapierre, o l’elogio dei provocatori

Maxim Lapierre, o l’elogio dei provocatori

di Jacopo Scarinci L’idea romantica di Pierre de Coubertin, certo. I valori, gli insegnamenti, il confronto e il misurarsi con la sconfitta, sì, altrettanto. Ma lo sport è anche furbizia, mestiere, provocazione. Ce ne stiamo accorgendo anche in Ticino, da quando alla Resega è atterrato il canadese Maxim Lapierre, conquistando molti cuori. Soprattutto quelli più rudi e con meno attitudine al melodramma. Il repertorio è vasto. Dai provocatori “Let’s go” prima di un ingaggio alla…

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La Coppa a metà di Lara. Molti auguri

La Coppa a metà di Lara. Molti auguri

di Jacopo Scarinci Va bene tutto, ma l’enfasi che ha accompagnato l’ormai matematica vittoria della Coppa del Mondo di sci da parte di Lara Gut è decisamente esagerata. Nessuno sport è imprevedibile come lo sci. Una carvata in più, una traiettoria sbagliata di cinque centimetri, uno sputo di sciolina in meno e cambia tutto. E capitano anche gli infortuni, certo, anche molto più frequentemente rispetto ad altri sport. Eppure davanti alla vittoria di Lara Gut,…

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“Nel mio cuore porterò sempre l’Ambrì”, due chiacchiere con Inti Pestoni

“Nel mio cuore porterò sempre l’Ambrì”, due chiacchiere con Inti Pestoni

della Redazione Uno sportivo, in genere, come riesce a concentrarsi sul gioco quando durante la partita viene continuamente bersagliato e attaccato anche sui suoi affetti personali? Normalmente penso solo alla partita, fa parte del mio lavoro, sappiamo che queste cose possono succedere e siamo sempre preparati per questo. Non passano inosservate, certo ma io rimango sempre concentrato al mio lavoro. Cosa possono fare società e giocatori per spiegare meglio a certi tifosi i concetti di…

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Mata Hari e le stanze segrete (dello sport)

Mata Hari e le stanze segrete (dello sport)

di Libano Zanolari Sono state le donne a rompere l’omertà mafiosa che regna nelle stanze segrete del primo sport olimpico, l’atletica, e dello sport più popolare, il calcio. Solo grazie a loro il maleodorante pentolone è stato scoperchiato, correndo seri rischi e, nel migliore dei casi, subendo i peggiori insulti: traditrici della patria e prostitute. Mata Hari, l’olandese Margaretha Zelle, accusata di spionaggio a favore dei tedeschi, fu fucilata dai francesi nel 1917. Le sue…

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Caso Sharapova: non è lotta al doping, ma caccia alle streghe

Caso Sharapova: non è lotta al doping, ma caccia alle streghe

di Jacopo Scarinci Che schifo l’asettica retorica perbenista che parte, maliziosa e roboante, ogni volta che esplode un caso come quello che, da ieri sera, vede protagonista Maria Sharapova. La caccia alle streghe è quanto di più odioso possa esistere, politicamente e socialmente. Si sfoga il bisogno di avere un nemico, di gridare alla giustizia quando magari non si pagano le tasse, ai valori quando si è dei cafoni fatti e finiti. “L’umanità” si dirà….

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Se non ti bastano 90 (che poi son 130) milioni…

Se non ti bastano 90 (che poi son 130) milioni…

di Jacopo Scarinci “Sapevamo benissimo che non avevamo le qualità e la forza di altre squadre per vincere il campionato”, così, con una faccia da funerale senza pari, Roberto Mancini ha commentato la vittoria di ieri sera contro il Palermo. Ero davanti alla tv, e se sulle prime mi è uscito uno sguardo dove al confronto il famoso sopracciglio di Ancelotti volava bassissimo in seguito ho riflettuto un attimo. Il calcio è uno sport semplicissimo:…

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Il ragazzino di Manchester

Il ragazzino di Manchester

di Jacopo Scarinci Quando Louis Van Gaal divenne allenatore del Bayern Monaco, corazzata sportiva e armata economica allergica ai debiti come solo dei tedeschi possono esserlo, arrivò con la sua lista della spesa. La dirigenza, prima di assumerlo, aveva già speso più di 30 milioni per Mario Gomez e gli disse nein, soldi finiti, la squadra resta questa. Il santone olandese non si perse d’animo e andò a vedersi qualche sessione d’allenamento della squadra dei…

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Nestlé, Lord Coe e la sporcizia dello sport

Nestlé, Lord Coe e la sporcizia dello sport

di Libano Zanolari Cose straordinarie accadono in questi giorni nello sport moderno riproposto in chiave nazionalista e militarista da prussiani e inglesi e in chiave pedagogica, ma anche antisocialista e antirivoluzionaria (“lo sport calma i bollenti spiriti”), dal barone De Coubertin. Sport diventato a 100 anni di distanza un semplice “show” televisivo poco dissimile da quello dei baracconi di periferia: con una “filosofia” (il professionismo) che contiene contraddizioni destinate a emergere con effetti devastanti. Accade che…

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