Brittany siamo noi

Brittany siamo noi

di Jacopo Scarinci Brittany sono io. Brittany sei tu che leggi. Brittany è tua sorella, è tuo papà. Brittany siamo noi. La scelta di togliersi la vita prima che un cancro in fase terminale la uccidesse e imprigionasse ancora di più ha portato all’onore delle cronache una giovane americana di 29 anni, Brittany Maynard. Una scelta del genere non va né commentata né giudicata. Mi sento però di ringraziarla. Perché chi conosce la morte sa…

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Cosa significa essere di Sinistra?

Cosa significa essere di Sinistra?

di Edio Pellandini Oggi sono andato dal gommista a mettere gli pneumatici invernali. Alla fine l’auto è pronta e la posso riprendere. Devo però fare attenzione a non urtare gli elevatori che sono stati abbassati. Salgo, avvio, metto la retromarcia e parto. Il gommista di fronte a me dice: “Vai un po’ a sinistra”. Io giro un po’ a sinistra, ma lui mi dice: “No, a sinistra”. Io gli rispondo: “Allora a destra”. E lui: “ No,…

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Gli asilanti, questi sconosciuti

Gli asilanti, questi sconosciuti

di Aramis Gianini Sorriso e spirito comune: sono di certo le cose che mi hanno colpito di più. Non sono bestie, lazzaroni, brozzoni o criminali. Sono sentimenti, cuore, anima, passioni. Sono vita. E sono umani come pochi ne ho conosciuti. Sono persone con un’umanità eccezionale: un valore che purtroppo stiamo perdendo sempre di più. Sono ingegneri, poliglotti, studenti universitari. Ti chiamano fratello e ti senti parte di una famiglia. Ti stringono la mano e ti…

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Appeso come un insaccato

Appeso come un insaccato

di Corrado Mordasini 29 anni, trovato impiccato in cella. Un eritreo appeso come un insaccato in una sala di un centro di detenzione di Argovia. Mi chiedo: ma con cosa si è attaccato? Con la cinta? Magari con le stringhe… non so. Un altro che non ha più retto la disperazione e ha scelto di smettere di lottare. Da dove veniva? Come si chiamava? Aveva amici e parenti? Qualcuno reclamerà la salma o sarà seppellito…

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I docenti Rossi & le suore Democristiane

I docenti Rossi & le suore Democristiane

di Mario Bianchera Quand’ero piccolo ero “interno” in un bel collegio al mare retto da suore che votavano (per forza e per amore) DC e ci massacravano di botte da mattina a sera e separavano maschi e femmine per evitare promiscuità in nome di Gesù Cristo. Da loro ho appreso il terrore e il senso di ribellione. Grazie a Dio (per chi ci crede), le suore democristiane ci mandavano alla Scuola elementare statale. E chi…

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Djuradj unchained

Djuradj unchained

di Markus Zommermann Un giorno in classe arrivò Djuradj e probabilmente fui io a mettere in giro la voce secondo cui aveva ucciso sua madre. Avevo otto anni. La mia coscienza sociale non si era probabilmente ancora sviluppata. In Jugoslavia c’era la guerra civile e il mio cervellino riteneva corretto associare ogni slavo alla violenza, alla morte e alla distruzione. Ma avevo otto anni, perdìo! Tutti noi bambini avevamo paura di Djuradj e lo guardavamo…

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Un’ora qua, un’ora là

Un’ora qua, un’ora là

di Soledad Crivelli Stamattina ho letto il giornale. L’ho fatto passare tutto, fino a quando non avevo più motivo per non leggere l’ultima pagina, quella dei necrologi. Di solito la salto perché per me è fonte di inquietudine. Alla fine però il mio sguardo si è posato su una piccola immagine a colori di una persona che conoscevo. Anzi, non conoscevo lei, ma i suoi problemi economici Era bassa di statura, con due occhi di un…

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Io la amo, io la odio

Io la amo, io la odio

di Mario Bianchera Kreis-4: era il ghetto italiano di Zurigo. Lì è cresciuta mia madre, fra anarchici e antifascisti, espatriati e in fuga dal regime. Era la Svizzera accogliente, che dava ospitalità a ogni reietto, a ogni anima derelitta e perseguitata. Era la Svizzera della Croce Rossa, della neutralità, del rispetto delle minoranze, della convivenza fra etnìe e religioni e culture diverse. Era la Svizzera della democrazia diretta. Ma era anche la Svizzera retrograda e…

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Di Guastafeste, uomini neri e partite di calcio

Di Guastafeste, uomini neri e partite di calcio

di Giaci Tannino Sabato mattina. Piove che Dio la manda e io evito pure di uscire. Tant’è che mi metto a leggere un po’ di articoletti, linkati direttamente su Facebook. Ed ecco che mi trovo davanti una lettera di Giorgio Ghiringhelli, conosciuto anche come “il Guastafeste”. Com’è ben noto, Ghiringhelli non vede proprio di buon occhio le persone di colore, i musulmani e i burqa. Infatti stavolta parla dei famigerati richiedenti l’asilo eritrei. Stando alla…

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