Il mio Canto di Natale

Il mio Canto di Natale

Fin da piccola ho avuto un rapporto controverso col Natale. Se da un lato era bello scartare i regali, avere l’albero in casa, pranzare coi nonni e gli zii… dall’altro odiavo il caos nei negozi, lo zampognaro mi deprimeva (non avete mai notato quale suono doloroso ha una zampogna? E lui? Era vestito come un povero pastore e stava in giro con quel freddo…io ero tristissima per lui) e Babbo Natale mi faceva abbastanza paura….

Leggi tutto

L’albero di Natale del manicomio

L’albero di Natale del manicomio

Per me l’albero di Natale deve essere un vero abete e avere le candele, non le lucine. La magia ancestrale che si sprigiona dalla fiammella di una vera candela o l’odore di resina che emana la corteccia di un abete non sono di certo paragonabili alla freddezza di un anonimo albero artificiale con le lucine “Made in China”. Detto questo, sappiate che comunque io l’albero di Natale non lo faccio più. Ho rinunciato definitivamente quando,…

Leggi tutto

L’ultimo clown di Aleppo

L’ultimo clown di Aleppo

Anas si alzò quella mattina, con gli occhi che gli bruciavano un po’, colpa della polvere che c’era dappertutto, quella maledetta polvere delle macerie, che entrava ovunque, anche se ti chiudevi dentro. Quel velo onnipresente copriva tutto come un sudario. Anas starnutì, si guardò la mano e se la pulì sui jeans stinti. Scaldò il caffè nel pentolino e lo bevve senza mangiare niente. Anche perché non aveva niente quella mattina. Lo stomaco borbottava quando…

Leggi tutto

Yes we camp!

Yes we camp!

Salonicco, 28 novembre 2016. Sono le due e mezza del mattino e ho appena terminato di lavorare. Dovrei dormire ma non posso chiudere gli occhi senza scrivere qualche riga della giornata di oggi. Perché una storia non raccontata è una storia persa, semplicemente. E poi non so neppure bene da dove iniziare. Dal principio, Lisa, inizia dal principio. Questa mattina siamo andati al campo di Khalachori, alla periferia di Salonicco: 350 curdi siriani (quest’estate erano…

Leggi tutto

Il mondo che vorrei

Il mondo che vorrei

Giubiasco. Ore 17. Passaggio pedonale. Mi fermo. C’è un tizio che sta aspettando di passare. È fermo sulle punte dei piedi, come se si fosse interrotto a metà dei suoi passi. Sono a ruote ferme: lui riparte e mi passa davanti, dritto come un bastone, con un marsupio a tracolla ed un cappellino rosso. Si volge a me di tre quarti ed accenna ad un ringraziamento con fare regale. Stessa scena quando attraversa davanti all’auto…

Leggi tutto

Perché ricordare Francisco Franco

Perché ricordare Francisco Franco

“Dio mio, quanto è duro morire” disse il generalissimo Francisco Franco poche settimane prima della morte, sopraggiunta Il 20 novembre di 40 anni fa – dopo essere stato tenuto in vita per alcuni mesi per preparare la successione. Era l’ultimo dei grandi dittatori che avevano funestato l’Europa nella prima metà del 1900. Non meritava certamente una morte tranquilla questo triste personaggio, golpista nel 1936 contro la Repubblica spagnola, responsabile di centinaia di migliaia di morti…

Leggi tutto

Questione di gusti

Questione di gusti

Avete presente la frase “i gusti sono gusti”? Ecco, ultimamente mi sono accorta che sui social i gusti non possono più essere gusti, a meno che tu non voglia passare per quello che non capisce niente o per quello che ha gusti orribili. Ma orribili per chi, in fondo? Prendiamo la musica, l’arte, la cucina… ognuno ha le sue preferenze, anzi ha il diritto di averle, eppure se non condividi cose super sofisticate o di…

Leggi tutto

La missione di raccontare, due parole con Pierfrancesco Citriniti

La missione di raccontare, due parole con Pierfrancesco Citriniti

Pierfrancesco Citriniti. Un ragazzone dalle guanciotte rosse, la barba curata, un’espressione gioviale e un fisico da buttafuori dei peggiori locali notturni. Un gigante buono insomma, che vediamo comparire su Rai Tre nella trasmissione Gazebo, condotta da Diego Bianchi. Ha girato mezza Europa con telecamera al seguito, ha visto con i suoi occhi gli orrori della migrazione e le devastazioni del terremoto. Documenta un sacco, compare poco, parla ancora meno. Così abbiam deciso di intervistarlo noi….

Leggi tutto

Appunti di Viaggio – Via Etnea 389, Catania

Appunti di Viaggio – Via Etnea 389, Catania

C’era sempre un divano, un letto, un tappetino per terra in quell’appartamento al secondo o terzo piano di Via Etnea 389, quasi in cima a quel lungo taglio lastricato in lucido, scivoloso e pertanto infido basalto vulcanico, che dal mare taglia Catania verso Nord, in lenta e inesorabile salita, quasi una sorta di rampa di lancio dalla città all’esterno, la provincia quasi scavata essa stessa nella nera roccia lavica, vomitata fuori da quel vulcano che,…

Leggi tutto

Pane al pane e vino al vino

Pane al pane e vino al vino

Lo so che è normale e se devo essere sincera l’ho fatto pure io ogni tanto. Ma ultimamente, sarà che sto inacidendo con gli anni, mi dà sempre più fastidio. Di cosa parlo? Della manina. Del piedino. Del nasino. Oh, come non lo sopporto! Quando si parla coi bambini spesso e volentieri tendiamo a rimbambirci di botto! “Dai la manina alla maestra”, “Metti il piedino nella scarpina”, “Hai dimenticato la giacchina!”. Ma santi numi, basta…

Leggi tutto
1 2 3 4 5 24