Ave o Maria, ma quanto sei brutta

Ave o Maria, ma quanto sei brutta

Sono certa di vantare un primato. Quello di possedere la statuina di Maria con la faccia più brutta di tutta storia del presepe. Ogni anno la estraggo dalla scatola e ogni anno la guardo così, con un misto di affetto e di perplessità, e penso: ma in fondo dove sta scritto che la madonna era bella? Magari era brutta, magari era storpia, magari era mal vestita, magari era imbranata, magari mi assomigliava. Ed è così…

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Un racconto di Natale (Ultima parte)

Un racconto di Natale (Ultima parte)

Leggi la prima, la seconda e la terza parte. Suor Luttgarda si alzava presto la mattina per la preghiera. D’altronde andava a letto presto, poco dopo i vespri. Dio non amava i fannulloni. Il sole non riusciva ancora a illuminare la cupola di San Pietro; a Roma, in quel periodo dell’anno, sorgeva solo verso le 7:30, e nelle belle giornate inondava di luce gialla tutta l’urbe, tinteggiandola di svolazzi dorati. Era uno spettacolo che a…

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Un racconto di Natale (Terza parte)

Un racconto di Natale (Terza parte)

Se te le sei perse, leggi la prima parte e la seconda parte. Babbo Natale era improvvisamente diventato serio, i suoi occhi cristallini, prima tanto benevoli, ora sembravano spilli che traforavano l’anima facendone tanti pizzi di ghiaccio. Joseph si sentiva nudo di fronte a quell’uomo, come all’inizio, quasi settant’anni prima, quando si era fatto prete, credeva ancora in Dio e l’entusiasmo lo pervadeva di sacra luce. Joseph sapeva che doveva confessare tutto a quell’uomo barbuto. Sapeva…

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Una vita fatta di doveri

Una vita fatta di doveri

Giunta nel periodo natalizio, ecco che puntuale arriva la domanda: cosa vorresti per Natale? Ti serve qualcosa? Nella mia mente cerco una risposta che abbia un senso e che possa essere a misura di borsellino, ma come sempre non mi arriva nulla. Un tetto ce l’ho, un lavoro ce l’ho, una discreta salute ce l’ho e per i miei cari è lo stesso. Si potrebbe forse stare meglio, ma anche decisamente peggio. Quindi credo sia…

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Un racconto di Natale (Seconda parte)

Un racconto di Natale (Seconda parte)

Leggi qui la Prima parte. L’ombra dai pantaloni rossi tossì e bofonchiò qualcosa. Nel frattempo, gli stivali si approssimarono al letto lentamente, un passo dopo l’altro, con gemere di assito, doveva essere un uomo molto pesante. Seguendo ubbidienti gli stivali bordati di pelliccia, arrivarono le gambe, poi nella luce si stagliò una pancia prominente con una cintura nera e la scintillante fibbia d’ottone, che sembrava fare l’occhiolino al vecchio. In pochi secondi la figura emerse…

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Un racconto di Natale (Prima parte)

Un racconto di Natale (Prima parte)

Il vecchio presule si avvicinò coi suoi passettini esitanti al grande letto a baldacchino e si sedette con un sospiro. Si sentiva addosso i suoi quasi 90 anni. 90 anni in cui aveva servito la chiesa e in cui era riuscito anche a contribuire alla sua svolta conservatrice. Adesso quell’Argentino stava rovinando tutto il suo lavoro. Bah, a volte si domandava se ne era valsa la pena. I giochi politici, i sotterfugi, le manipolazioni. Adesso…

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Quello che nello sport non ti dicono

Quello che nello sport non ti dicono

Sarà che a 44 anni sono ancora un’inguaribile ottimista, ma quando mi ritrovo ad affrontare situazioni fuori da ogni logica ho bisogno di un po’ di tempo per elaborare, digerire, capire e poi lasciar andare. In questo caso personale non sono ancora riuscita a lasciar andare del tutto, perché come genitore hai la tendenza a voler proteggere i tuoi figli con le unghie e con i denti di fronte alle ingiustizie della vita. Con il…

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Il mio Canto di Natale

Il mio Canto di Natale

Fin da piccola ho avuto un rapporto controverso col Natale. Se da un lato era bello scartare i regali, avere l’albero in casa, pranzare coi nonni e gli zii… dall’altro odiavo il caos nei negozi, lo zampognaro mi deprimeva (non avete mai notato quale suono doloroso ha una zampogna? E lui? Era vestito come un povero pastore e stava in giro con quel freddo…io ero tristissima per lui) e Babbo Natale mi faceva abbastanza paura….

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L’albero di Natale del manicomio

L’albero di Natale del manicomio

Per me l’albero di Natale deve essere un vero abete e avere le candele, non le lucine. La magia ancestrale che si sprigiona dalla fiammella di una vera candela o l’odore di resina che emana la corteccia di un abete non sono di certo paragonabili alla freddezza di un anonimo albero artificiale con le lucine “Made in China”. Detto questo, sappiate che comunque io l’albero di Natale non lo faccio più. Ho rinunciato definitivamente quando,…

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L’ultimo clown di Aleppo

L’ultimo clown di Aleppo

Anas si alzò quella mattina, con gli occhi che gli bruciavano un po’, colpa della polvere che c’era dappertutto, quella maledetta polvere delle macerie, che entrava ovunque, anche se ti chiudevi dentro. Quel velo onnipresente copriva tutto come un sudario. Anas starnutì, si guardò la mano e se la pulì sui jeans stinti. Scaldò il caffè nel pentolino e lo bevve senza mangiare niente. Anche perché non aveva niente quella mattina. Lo stomaco borbottava quando…

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