Appeso come un insaccato

Di

20141030mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasini29 anni, trovato impiccato in cella. Un eritreo appeso come un insaccato in una sala di un centro di detenzione di Argovia. Mi chiedo: ma con cosa si è attaccato? Con la cinta? Magari con le stringhe… non so. Un altro che non ha più retto la disperazione e ha scelto di smettere di lottare. Da dove veniva? Come si chiamava? Aveva amici e parenti? Qualcuno reclamerà la salma o sarà seppellito in un anonimo cimitero? La sua vita, la sua storia perduta. Arrestato in vista del secondo rinvio verso l’Italia.

Della sua storia non sapremo mai nulla, perché di queste persone a noi non importa un cazzo. Importa solo che sia rispettata la legge. E la legge prevede che chi ha ottenuto un permesso di soggiorno in uno Stato europeo in quello Stato debba rimanere. Nessuna deroga è possibile.

Lui aveva già accettato di rientrare in Italia una prima volta, ma evidentemente la situazione era tragica, e tornando in Svizzera sapeva che non aveva alcuna possibilità di rimanere. Eppure è tornato. Forse perché non ce la faceva più, perché l’attraversamento del Sahara l’aveva fiaccato e i mesi di prigione in Libia, gli abusi e le botte gli avevano indebolito il corpo e lo spirito. Forse perché aver attraversato il mare, lasciando tutti gli amici e la famiglia, era stato una grande sofferenza e un rischio enorme. Un terrore che ancora lo perseguitava di notte. Forse perché non riuscire a procurarsi da mangiare in modo dignitoso, non riuscire a mandare niente a casa era un’onta che non riusciva più a reggere. Non lo so, non lo sapremo mai.

Un corpo freddo in obitorio, un letto libero nel centro di detenzione. Uno stupido eritreo in meno. Un uomo in meno sulla Terra, uno in più sulla nostra coscienza.

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