“Borgen”, una donna primo ministro

Di

20141016veraconforti

di Pepita Vera Conforti

faccinaGASveraconfortiIn breve le puntate del 12 ottobre…

Con fatica il governo si avvia, mangia il panettone e al suo centesimo giorno rischia di cadere per lo scoop di TV1 che rivela l’appoggio fornito da una base aerea danese in Groenlandia agli Americani che trasportano prigionieri detenuti illegalmente. Ma dov’era Brigitte Neuborg quando a scuola hanno parlato della Groenlandia e dell’imperialismo danese?

Qualche consiglio da donna a donna…

  1. Diranno che non hai abilità politica, specificando che lo dicono non perché sei donna (non sia mai che vengano accusati di sessismo), ma perché manchi di esperienza. Come se loro fossero nati imparati.
  2. Non fidarti dei consiglieri/e troppo compiacenti. Non ti fanno un favore: “Bisogna trovare uno spin doctor non accondiscendente, ma capace di metterti ko”.
  3. Vale il detto: “Se dai un dito, poi ti prendono il braccio!”. Questo perché “in politica bisogna agire finché si è influenti”.
  4. Anche le donne in politica festeggiano il Natale. Ricordati che devi ancora scegliere i regali e incartarli. “Mi aiuta a incartare i regali, signora primo ministro? Mi toccherà tutto il lavoro”, si lamenta il marito.
  5. Anche stirare sarà tuo compito. Forse è una forma tutta nordica di rilassamento. Se vuoi, scegli pure lo yoga a questo scopo.
  6. A Brigitte che si lamenta del fatto che tutti sono contro di lei il segretario di partito risponde: “Vuoi che ti compatisca? Non sei il primo ministro?”
  7. Tieni la lista dei regali che annualmente fai a tuo marito: hai per la testa idee strane come governare il tuo Paese e ricomprare il medesimo regalo è inevitabile.
  8. Sarai responsabile anche degli errori di chi ti ha preceduto e di quelli dei tuoi collaboratori. Sono patetici quelli che dicono: “È colpa della mia segretaria!”.
  9. Battuta da ripetere quando si presenta l’occasione: “Hanno distribuito il coraggio e lui era in bagno”.

Nota a margine: mi sarei evitata il cliché della segretaria bruttina e imbranata che poi, si intuisce già, si rivelerà la migliore collaboratrice del mondo.

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