Caduti nella Rete: bufale e disinformazione scientifica

Di

20141011attivissimo

di Paolo Attivissimo

“Sia ben chiaro: la scienza non è perfetta. Commette errori: anzi, l’errore è lo strumento fondamentale che le consente di progredire imparando dai fallimenti. È fatta da esseri umani, che sono fallibili e influenzabili dai pregiudizi, dalla sete di potere e dal denaro. Ma è anche il metodo meno peggiore che abbiamo. Ci insegna a mettere in dubbio ogni autorità, a controllare ogni dato, a pretendere documentazioni e dimostrazioni rigorose, per correggere eventuali errori. Non per nulla il motto della Royal Society, una delle più antiche istituzioni scientifiche del mondo (fondata alla fine del Seicento), è “nullius in verba”: sulla parola non si crede a nessuno. Né al premio Nobel, né all’inventore solitario e sconosciuto.

Non esiste, quindi, una “scienza ufficiale”, per citare un’espressione preferita di tanti ciarlatani e creduloni: non c’è un sapere granitico calato dall’alto, da accettare dogmaticamente, ma esiste un insieme di fatti osservati, dimostrati, discussi, validati e verificati inesorabilmente e senza sconti. Se un fenomeno è osservato, misurato e confermato, diventa scienza e basta; non importa quanto sia bizzarro.”

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