Cara Madre…

Di

20141005mordasinidandoure

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasini“Cara Madre,
il viaggio nel deserto è stato difficile e duro: tanto caldo e poca acqua. Schiacciati nel camion, tanti uomini sudati… e che puzza! Ma adesso sono arrivato vicino a Zwara e c’è uno che mi porta in Italia con 950 dinari, quelli che avevo tenuti cuciti nella camicia e che mi ha prestato lo zio Cheik, che Allah lo benedica. Lo so che hai paura per me, ma ho 17 anni e ormai sono forte come un uomo. Ti ricordi quando ho buttato a terra Oumar? Nessuno ci credeva! E poi ho incontrato buoni compagni, gente in gamba, e ci proteggiamo tra di noi.
Adesso devo aspettare che mi chiamino per la barca. Qualche giorno e poi, dopo pochi chilometri, sarò in Italia! Magari poi in Svizzera o in Germania. Sai che non ho paura di lavorare. Mi mancano un po’ le cose di casa, l’albero delle salsicce in fondo alla piazza e gli amici.
Salutami tanto la piccola Asabi e dille che quando il suo fratellone torna le porta un grande regalo. Tornerò con tanti soldi e tu sarai fiera di me. Prega Allah che torno presto. Spero che state tutti bene e anche il nonno.
E quando torno mi fai un bel Mafé come sai fare tu e tanto thè di menta bello forte.
Tuo Diandouré”

Diandouré, pelle d’ebano e occhi di fuoco nero, asciutto come un’acacia, ha preso la barca, che ha caracollato per giorni nel mare inospitale, tra la fame e la sete. Diandouré è di buon cuore: aiutava a confortare quelli più deboli con la sua aria da sbruffone diciassettenne e a rovesciare in mare i morti di notte, per non spaventare i bambini. Quando il battello ha cominciato a imbarcare acqua e i pochi ancora in forze cercavano di sgottare, lui non aveva ancora perso la speranza. I suoi muscoli guizzavano come topi lucidi sotto la pelle, per gettare l’acqua fuori bordo. Diandouré era un leone del Sahel. Diandouré è il nipote di Moussa, rispettato in tutto il paese.

La piccola Asabi lo pensa mentre gioca tra la polvere sull’uscio di casa: è curiosa del grande regalo che suo fratello ha promesso di portarle. La mamma impasta le focacce con le lacrime che cadono nella farina per quel figlio matto che fa sempre quello che vuole. Il nonno riposa sotto l’albero delle salsicce. Nonno Moussa pensa a quel testone del nipote: è preoccupato, ma Diandouré è forte e intelligente. Sul viso incartapecorito di Moussa appare l’ombra di un sorriso. Anche lui da giovane era così. Se davanti aveva una montagna non la scalava, ci passava attraverso. Suo nipote (il preferito, non l’ha mai detto a nessuno) ce la farà.

Adesso Diandouré sta dormendo calmo. È sereno, immobile. Sta fissando stupito un fondale di sabbia a 30 metri di profondità, con gli occhi di fuoco spenti. Pesci frenetici gli baciano le belle labbra.I brandelli di vestiti si muovono nell’acqua lenta come fumo. Un foglio di carta ormai quasi sciolto gli galleggia accanto, l’ultima lettera che stava scrivendo:

“Cara Madre…”

La storia di Diandouré l’ho inventata. Mio figlio grande però ha 17 anni. Ho amato molto la mia povera mamma, che ha passato la vita a preoccuparsi per un figlio capoccione. Mio bisnonno emigrò in Australia su una lercia nave che ci mise tre mesi ad arrivare. Arrivò li per trovare polvere, fame e duro lavoro.

Siamo tutti persone. Ognuno di noi è il centro di un mondo. Ognuno di noi ha il diritto di non affogare come un cane nel canale di Sicilia o a Gibilterra. Ogni volta che sento sparlare di questa gente, non sto male per loro, ma per quelle persone così aride da non riuscire a capire. Qualcuno ha rubato loro il cuore e non se ne sono mai accorti.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!