Cos’è indispensabile?

Di

20141023mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniEcco, ci mancava anche questa. Già la vita non è rosea come un prosciutto crudo, e questi (i macellai e le loro associazioni) decidono di abbassare gli stipendi del 5% nelle zone di confine. La classica tattica del salame. Ora che la ciccia e finita e si è arrivati all’osso, si comincia a grattarlo (l’osso).

Naturalmente manco l’ombra di un sindacato. Il punto è che quel 5 poi domani potrà diventare un 10 o un 20. Così però è sbagliato. Io vado in controtendenza.

Diminuiamo tutti del 10%. Anche del 20 o del 30. Tutti, però. Anche le imprese edili, anche i meccanici, anche i salumieri, anche gli interessi bancari. Facciamo tornare la nostra economia una cosa logica e non una corsa all’accaparramento.

L’altro giorno sentivo un militare italiano che per guadagnare qualche soldo in più si offriva per le missioni all’estero. 3000 euro al mese: se sei furbo e non ti fai ammazzare, in qualche anno raggranelli un bel gruzzolo per metter su famiglia. Poi lui dice: “Però da una parte ho visto tanta miseria e al contempo serenità. Noi in Italia corriamo dietro al poco che abbiamo, convinti che sia indispensabile”.

Indispensabile? Buona domanda. Cos’è davvero indispensabile? L’amore, la salute, la serenità, un tetto sulla testa, del cibo e dell’acqua… un iPhone, un SUV, le vacanze a Sharm, il portatile, Sky Premium…

Abbiamo davvero perso il senso di quello che conta. E questa droga… chiamatela capitalismo, corsa agli acquisti, shopping compulsivo… ci ha fatto dimenticare del colore dell’erba, del valore di una lucciola o del luccicare dell’acqua. Io cerco sempre di ricordarmelo, da drogato deXXI secolo, quando a sprazzi ricordo di essere un uomo. Allora vado a fare una passeggiata nel bosco a fine settembre, arrivo fino al mulino, mi spoglio ed entro nell’acqua fredda, guardando le rocce intorno. Non ho le mutande, non ho un asciugamano, non ho nulla. Ho me, l’acqua, le rocce e le piante. E sono felice.

(Foto: C. Mordasini)

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