Davide e Golia

Di

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della Redazione

faccinaGASufficialeDunque l’hanno smantellato: il letamaio xenofobo non c’è più. Dopo alcune ore frenetiche, alla fine gli admin hanno deciso che non ce l’avrebbero fatta a emendarlo. Sicché hanno chiuso Satira Ticino. L’hanno buttata nell’unico posto in cui meritava di stare: la pattumiera.

Tutto è cominciato ieri mattina qui sul GAS, con due articoli nei quali si faceva notare come Satira Ticino, della quale uno degli admin era Oreste Pejman, candidato al Gran Consiglio per il PPD, fosse da molti mesi ormai un ricettacolo di post e commenti razzisti, volgari, intolleranti. Un vero letamaio, del quale noi abbiamo fornito copiosa documentazione nella nostra bacheca Pinterest: Piacevolezze social.

Quasi subito fra i commenti ai nostri articoli su Facebook è apparso lo stesso Oreste, punto sul vivo. Fino a quel momento, lui si era atteggiato a vittima della persecuzione della Sinistra.

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Ma nei commenti ai nostri post improvvisamente riconosce che sì, Satira Ticino è piena di porcate razziste. Nega però di essere responsabile della deriva xenofoba e, dimostrando un formidabile coraggio e una straordinaria solidarietà coi suoi compari, scarica la responsabilità su altri, perfino minorenni.

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Pejman viene però messo subito alle corde quando gli si fa notare che quei contenuti infami venivano segnalati da mesi senza che alcuno, nemmeno l’Oreste, li rimuovesse, mentre altri commenti critici, pacati e civili venivano cancellati subito da Satira Ticino e i loro autori bannati su due piedi. Molti simpatizzanti e collaboratori del GAS intervengono nel dibattito per testimoniare questi fatti e la discussione si accende subito, al punto da indurre la redazione del GAS a bannare un paio di troll molesti. Cose che capitano, quando il confronto è animato. Del resto noi non tolleriamo sbracamenti, da qualunque parte arrivino. Mica siamo come Satira Ticino, noi.

A un certo punto il GAS lancia un ultimatum all’Oreste.

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L’Oreste, in posta privata, chiede proroghe. Implora, perfino. Un piagnisteo francamente indecoroso, che per decenza risparmiamo ai nostri lettori. Per farla breve, Pejman sostiene che ci vorrebbe troppo tempo per ripulire tutta Satira Ticino dal pattume razzista. E già questo dà la misura del porcile che quella pagina è diventata: se gli ci vuole così tanto per pulire, quante porcherie si sono accumulate e sono state tollerate lì dentro? D’altronde gli admin, Oreste compreso, avevano avuto moltissimo tempo per cancellare e bannare gli incivili. Invece avevano tollerato che il letame crescesse e debordasse. Sicché niente: l’Oreste frignante non ci commuove e ribadiamo che il nostro ultimatum scadrà alle 6 di mattina del 28 ottobre. Dopodiché, se la pulizia non sarà stata soddisfacente, sul GAS proseguirà lo sputtanamento di Satira Ticino in generale e di Oreste Pejman in particolare, in quanto presidente dell’associazione e admin della pagina.E se poi ci va di mezzo anche la sua parrocchia politica… ‘zzi suoi.

Ora, noi non sappiamo se dalle alte sfere del PPD siano arrivati degli ordini precisi. Prendiamo solo atto che nella discussione fra i commenti ai nostri post, discussione vivace ma quasi sempre civile, sono stati coinvolti anche Fiorenzo Dadò e Giorgio Fonio. I quali si sono trovati confrontati con lo sdegno dei lettori e dei collaboratori del GAS. E forse i due politici pipidini qualche imbarazzo per le prodezze di Oreste Pejman potrebbero anche averlo provato. Non lo sapremo mai. Né, francamente, ci frega molto.

Sappiamo però che ieri sera Satira Ticino è stata smantellata. Spianata. Cancellata. Non esiste più. Morta. Defunta. Il GAS, con i suoi 1’400 fan, ha contribuito alla distruzione della roccaforte razzista da 6’500. Tanto poté la paura del pubblico sputtanamento.

Ora Satira Ticino è stata sostituita da Satira Ticino 2.

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E l’Oreste? L’Oreste s’è squagliato.

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Intervistato venerdì sul mattinonline, dove viene presentato come vittima della persecuzione dei ro$$i, lunedì pomeriggio il giovane Pejman è costretto ad ammettere di aver accettato vagonate di letame nella pagina che amministra, riconoscendo quindi la fondatezza delle accuse di corresponsabilità nella diffusione della xenofobia. E alla fine l’Oreste si ritrova con il suo feudo cancellato dalle mappe di Facebook. Sic transit gloria mundi. Amen.

Che aggiungere? Nulla, se non i migliori auguri agli admin di Satira Ticino 2. Che facciano satira davvero. Che ci spingano a ridere rispettando le persone, tutte le persone. Che non sbrachino più nella xenofobia. Che siano spietati con i troll razzisti. Che non ci costringano mai più a leggere che bisognerebbe bruciare i rom con il napalm e altre porcate analoghe.

Perché noi li seguiremo sempre. E veglieremo.

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