Expo di lotta e di governo

Di

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciIl 28 aprile 2014 sul “Corriere del Ticino” il sindaco di Lugano, Marco Borradori, ha spiegato come la città stesse pianificando iniziative volte a intercettare una parte dei visitatori previsti per Expo 2015. Era lo stesso periodo nel quale la Lega, partito di Borradori, stava raccogliendo le firme per promuovere il referendum contro il credito per partecipare alla manifestazione, definita comunque dallo stesso sindaco una “opportunità” per promuovere Lugano e il Cantone.

Il 2 ottobre, sempre sul “Corriere del Ticino”, si legge di un Borradori che, nonostante la bocciatura del credito a Expo, conferma che la manifestazione milanese continua a essere una grande opportunità per Lugano e che i progetti previsti continueranno a svilupparsi. Non scontentando i suoi elettori, affermando che mai erano stati previsti investimenti in Italia, e non scontentando nemmeno le attese dell’economia verso il sindaco di una città strategica come Lugano.

Expo è una manifestazione dove si andrebbero a fare gli aperitivi, come sostenuto dalla Lega, o un’opportunità da cogliere, come sostiene Borradori? Il popolo leghista ha votato in massa contro il credito per una questione di soldi o per affermare che con Expo il Ticino non avrebbe dovuto avere niente a che fare?

Questa vicenda ha messo in evidenza tutte le incongruenze della Lega di lotta e di governo. Perché amministrare seguendo come programma gli articoli di un giornale domenicale è veramente molto complicato.

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