Informare vs Indottrinare

Di

20141015acio

di Acio

faccinaGASacioInformare significa riferire nel modo più oggettivo possibile come si è svolto un fatto. Se le circostanze sono controverse, la notizia dovrebbe essere esposta nel modo più neutro, fornendo tutte le versioni e lasciando che ogni lettore si formi un’opinione in base alla propria scala di valori. Indottrinare significa invece riportare una notizia in modo volutamente fazioso, omettendo o aggiungendo ad arte parti di informazione oppure enfatizzandone altre, affinché il lettore si convinca della tesi dell’autore dell’articolo. Questo è quello che purtroppo fanno molti giornali, siti d’informazione e gruppi sui social network. Riportano con superficialità le notizie funzionali al loro scopo: creare degli adepti pronti a seguire i loro leader in ogni nuova farneticazione.

Penso per esempio alla campagna anti-frontalieri che i partiti di Destra hanno promosso negli ultimi anni. A causa della congiuntura sfavorevole, sempre di più la figura del frontaliere viene utilizzata come capro espiatorio di tutti i problemi del Canton Ticino. Ogni iniziativa con il fine di limitarne il numero e l’accesso al mondo del lavoro ticinese viene salutata come la panacea di tutti i mali.

Un aspetto fra i più attuali e citati è la questione dei posteggi. Sul nostro territorio mancano i posti auto e il Governo ha deciso un giro di vite. Capita allora di vedere, specie sui social network, foto di auto con targhe italiane in sosta dove è proibito. A commento vengono spese parole d’insulto e di denigrazione, espresse con un grado di ferocia sconcertante e preoccupante. Il parcheggio in divieto di sosta, è ovvio, va condannato e punito. Ci mancherebbe. Inaccettabili sono però le generalizzazioni. Perché il messaggio implicito è: i frontalieri italiani sono degli incivili. Tutti. Sempre. Ovunque.

Ma in ogni gruppo sociale esistono le mele marce. Anche fra i Ticinesi. A titolo di documentazione proponiamo una foto (fra le molte che ci sono arrivate) di auto in divieto di sosta a Mendrisio. Si notino le targhe, per cortesia. Dov’è il ministro Zali coi suoi proclami?

Forse allora sarebbe più utile farsi un onesto esame di coscienza, invece di dare sempre la colpa ad altri, meglio se stranieri, per tutto quello che ci accade. Il frontaliere è solo un essere umano che vive, ama, soffre, lavora e infine muore. Come ciascuno di noi, quale che sia il colore del passaporto.

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