Le colpe dei lavoratori. E quelle degli altri?

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Di

20141003follettorosso

di Artemisia

faccinaGASartemisiaI frontalieri arrivano dall’Italia, accettano salari meno elevati di uno svizzero e, ovviamente, il datore di lavoro predilige l’assunzione che gli permette un margine di guadagno maggiore. Questa è, a tutti gli effetti, la situazione economica che il Ticino sta vivendo, senza fronzoli né complicazioni. Su questa cosa la politica ne dice un sacco, ma nascondersi dietro un dito non serve. Quello su cui potremmo riflettere, però, è il paio di occhiali che infiliamo sul naso per esaminare la questione: spetta sempre solo al lavoratore difendere i propri diritti?

La società svizzera ha implementato in maniera inestirpabile il libero mercato, la concorrenza, la proprietà privata. Perfino (diavolo!… siamo al paradosso!) la Sinistra difende spesso la libertà di mercato. E la Destra chiede spesso politiche protezioniste e interventi legislativi per limitare l’afflusso di lavoratori (ma non di capitali, non sia mai!).
Ma la Destra non è canonicamente per il libero mercato e il capitalismo? Allora cos’è? Una Destra sociale? È poi così diversa dalla Sinistra sociale, scavando all’osso? E il coraggio di essere “sociali” fino in fondo c’è, o a un certo punto ci si ferma diventando altro?

Mistero.

Però c’è una cosa che non si dice spesso: fintanto che l’assioma sarà che “il datore di lavoro ha l’ovvio interesse di guadagnare di più” e questo sarà normale e indiscutibile, non andremo da nessuna parte.

Stronzo il frontaliero che accetta 1’000 franchi in meno in busta paga? Probabile. Stronzissimo, anche. Al datore di lavoro, invece, che è stronzo non lo dice proprio nessuno, perché quel che deve fare, il suo lavoro, è proprio guadagnare sempre più soldi. Che imprenditore sarebbe, altrimenti?

È stronzo chi ha fame e accetta solo un pezzo di pane, e in tanti lo condannano.

Poi ci sono quelli che hanno pane&formaggio. A loro il datore di lavoro (che deve fare i propri interessi) vuol togliere anche il formaggio: un po’ di pane da solo basta, no?

Infine ci sono quelli che “un giorno potrei aver fame anch’io… ma non vi vergognate?”. Ma non solo: pure il datore di lavoro dà dello stronzo a chi prende solo il pane. Con tanto di marveliana risata da supercattivo: “Bwahahah, grazie a gente come voi io divento ricchissimo… ma non vi vergognate?”.

Io, a voi che offrite posti di lavoro svalutati senza considerare gli standard morali degli impieghi per le vostre categorie professionali, voglio proprio dirlo: siete stronzi.

E noi, che in fondo attribuiamo la colpa soprattutto al lavoratore che non difende la propria dignità (come la ragazza scollacciata e poi molestata: insomma, un po’ se l’è cercata, no?) siamo stronzi almeno quanto voi. Perché dovremmo fermarvi. Perché è un problema di tutti.

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