Ma con chi lavora il SIRM?

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiÈ la frontiera della medicina: l’impiego delle cellule staminali per rigenerare i tessuti. Una frontiera nella quale il Canton Ticino vuole giocare un ruolo da protagonista con lo Swiss Institute for Regenerative Medicine (SIRM) di Taverne, emanazione del Cardiocentro. SIRM che sta cercando di infilarsi nella futura facoltà di medicina e nel futuro master con la stessa dignità dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona. Ne parla diffusamente “il Caffè” in un articolo che tesse le lodi del SIRM. E c’è da esserne contenti, perché ogni elemento di eccellenza per il nostro triangolo di territorio garantisce visibilità, prestigio, quindi finanziamenti, attenzione, posti di lavoro, benessere. E al SIRM fanno le cose in grande e vantano prestigiose collaborazioni. Per esempio con Piero Anversa, uno dei più importanti specialisti mondiali di staminali, direttore del Center for Regenerative Medicine della Harvard University. Mica pizza e fichi.

Il giornalista scientifico curioso, che vuole valorizzare le realtà di eccellenza, va allora ad approfondire. Oggi è facile, con Google. Per esempio, si potrebbe intervistare quel famoso scienziato di Harvard. Detto, fatto, googlato: “Piero Anversa Harvard”. E… ops! Un momento, un momento… al quarto posto fra i link, ecco una notizia inquietante: “Lancet Editors Raise More Questions About Prominent Harvard Stem Cell Researcher”. Cosa cosa cosa?

Un’indagine della Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital solleva dei dubbi sui risultati pubblicati da Piero Anversa e dai suoi collaboratori nel 2011 sulla prestigiosa rivista di medicina “The Lancet”. E chiede il ritiro di quell’articolo. All’epoca, quell’articolo fece molto scalpore e fu perfino presentato come una piccola rivoluzione scientifica. Oggi fonti interne di Harvard si dicono ben poco sorprese e anzi, in una dichiarazione rilasciata a “Forbes”, aggiungono che, “se c’è qualcosa di sorprendente, è il tempo impiegato da questa faccenda per venire alla luce”.

In che cosa consistono questi dubbi? È difficile dirlo. E certo la presunzione d’innocenza deve sempre valere per tutti, ci mancherebbe. Oltretutto in una fase in cui l’indagine è ancora in corso e i risultati non sono pubblici. Ma la comunità scientifica è sempre molto severa sui casi di frode scientifica. E qui siamo di fronte a un fatto abbastanza grave: c’è la richiesta del ritiro di un articolo da una rivista molto prestigiosa come “The Lancet”.

Vorrà dire qualcosa anche per il Ticino, il SIRM e le sue ambizioni accademiche?

(Foto: kaibara87)

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