Moncucco vendesi

Di

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di Giuseppe Z.

faccinaGASgiuseppezIn questi giorni si fa un gran parlare della Clinica Luganese SA, ossia la clinica Moncucco. Il Vaticano vorrebbe venderla: così ci dicono. Sembra che ci siano vari enti che vorrebbero comprare. Si parla anzitutto di Genolier, la portaerei sanitaria che domina tutto il Ticino e mezza Svizzera. E si è parlato anche del Cardiocentro.

Guardiamo da vicino, così per curiosare, chi c’è in queste cliniche. E scopriamo dei veri pesi massimi della nostra politica cantonale. Alla Clinica Luganese ci sono da dieci anni Renzo Respini (“il Cardinale”), avvocato, già consigliere di Stato e agli Stati PPD, e Fabio Bacchetta Cattori (“l’eterno giovane”), avvocato, già presidente PPD, pluritrombato. Al Cardiocentro ci sono Giorgio Giudici (“Re Giorgio”, “il gran Maestro”), architetto, sindaco PLR per 29 anni a Lugano, disarcionato, Giovanni Jelmini (“2-per-mille”, “trombato anche lui”), avvocato, attuale presidente PPD, e Max Spiess (“chi?”), pipidino pure lui, figlio di cotanto Spiess socio di Tettamanti. Ora si parla perfino di un interessamento di una cordata capitanata da Paolo Bernasconi (ma non capiamo se la notizia sia una boutade di Liberatv). E sappiamo che la candidata del PPD al Consiglio di Stato Sabrina Gendotti lavora per Bernasconi.

In Ticino non si muove uno spillo se i grandi vecchi del PPD non lo vogliono. Per questo è tremendamente difficile capire cosa stia succedendo. Giovanni Jelmini lavora nello studio di Respini, ma è anche membro del Consiglio di Amministrazione con Pelli in BancaStato. Si parlano? Non si parlano? Lasceranno che l’azienda di Pelli si prenda la Moncucco? Cosa daranno loro in cambio?

Noi una cosa la sappiamo: la Genolier non rispetta i diritti dei lavoratori, e a Neuchâtel gli scioperanti ce lo hanno urlato ad alta voce. E sappiamo pure che a causa di questa vendita tutta la pianificazione ospedaliera cantonale è in stallo. Non sarebbe meglio passare direttamente la clinica in mano allo Stato?

(Foto: ONP)

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