Quadri, l’ebola, il vaccino e l’indignazione

Di

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di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiDev’essere dura la vita di Lorenzo Quadri. Pensa: doversi indignare per tutto e per il contrario di tutto. Mica facile. Ci vuole talento. Prendi Ebola, per dire.

Le autorità sanitarie tranquillizzano: il rischio di contagio in Svizzera è trascurabile. Però Quadri non è contento:

Visto che arrivano clandestini da paesi in cui imperversano ebola e tubercolosi, non si può ragionevolmente immaginare che gli sbarchi di massa in Italia con relativa “spalmatura” degli asilanti sul territorio europeo non comporti, tra l’altro, anche dei problemi sanitari.

Ovvio: l’epidemiologia è un’opinione e l’espertone sul Ceresio la sa più lunga degli specialisti (e stendiamo un velo pietoso sulla sintassi, che è meglio).

Tuttavia il rischio zero non esiste e le autorità sanitarie lo sanno. Perciò si preparano anche allo scenario peggiore. Quadri può essere contento? Macché:

Classica evoluzione da presa per il “naso”: prima dicono che non c’è rischio, poi si fanno le stanze ospedaliere apposta sostenendo che il pericolo è minimo ma comunque meglio essere pronti per ogni evenienza (che non deve essere poi tanto remota se ci si spendono dei bei soldoni pubblici), e poi…

Perché, com’è ovvio, il problema è sempre solo uno: nümm a pagum! E pagum per colpa dei soliti immigrati brutti, zozzi e pure malati in arrivo dalla Fallitalia.

Adesso facciamo un esperimento mentale: immaginiamo che il Civico di Lugano non avesse allestito alcuna struttura di isolamento. Te lo immagini Quadri? Lo sentiremmo indignarsi per l’imprevidenza delle autorità sanitarie: ma come, qua si rischia il contagio e lo Stato non fa nulla?

Insomma, se lo Stato si prepara Quadri si indigna per lo spreco di denaro pubblico, ma se lo Stato non si preparasse Quadri si indignerebbe per l’avventatezza dello Stato. Però…

…però qualche giorno fa Antonio Lanzavecchia, direttore dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (IRB), è stato intervistato dal “Blick”. E ha detto una cosa sconvolgente: oggi avremmo già un vaccino contro l’ebola se cinque anni fa non fossero state ignorate alcune scoperte. Così adesso migliaia di vite in Africa sarebbero salve e non dovremmo preoccuparci per un possibile contagio in Europa. C’è n’è abbastanza per indignarsi. Anzi, per incazzarsi proprio. E Quadri, l’indignato in servizio permanente? Non pervenuto.

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