Un’ora qua, un’ora là

Di

20141014rodriguez

di Soledad Crivelli

faccinaGAScrivellisoledadStamattina ho letto il giornale. L’ho fatto passare tutto, fino a quando non avevo più motivo per non leggere l’ultima pagina, quella dei necrologi. Di solito la salto perché per me è fonte di inquietudine. Alla fine però il mio sguardo si è posato su una piccola immagine a colori di una persona che conoscevo. Anzi, non conoscevo lei, ma i suoi problemi economici

Era bassa di statura, con due occhi di un verde esagerato, quasi brillante. Di solito si presentava sempre tardi la sera, perché aveva diversi impieghi a ore, su chiamata: qualche ora qui, poi pausa, qualche ora là, poi pausa ancora. La signora aveva tre posti di lavoro come donna delle pulizie e veniva sballottata di qua e di là senza ritegno. Veniva nel mio ufficio a lamentarsi, sbuffava quando dovevo farle compilare dei moduli e si angosciava ogni volta che uno dei suoi datori di lavoro non inviava in tempo il formulario per riscuotere quel poco di assegno di disoccupazione che le spettava. “Ho un figlio da mantenere, io!”, gridava. Telefonava un giorno sì e l’altro pure e ogni tanto pensavo fosse un po’ esaurita. Un giorno mi disse che avrebbe chiuso il proprio caso perché aveva trovato un ulteriore, nuovo impiego. Un altro posto? Il quarto?

L’ultima volta che la vidi mi apparve stanca, senza forze. Come un pugile alla fine del 15esimo round. Nei suoi occhi un velo di tristezza e rassegnazione nel momento in cui mi consegnò l’ennesimo contratto di lavoro. Lo lessi: su chiamata anche quello.

Lei adesso non c’è, più ma io sono sicura che lei è stata una vittima. Una vittima silenziosa di questo sistema malato, di questa deregolamentazione vergognosa e spudorata, capace far apparire legale un impiego dove non ti garantiscono nulla ma tu sei costretto a garantire te stesso 24 ore su 24: non sia mai che abbiano bisogno di te per un’ora e tu non ci sei! È evidente che questo tipo di lavoro è dannoso per la salute delle persone (oltre che disonesto dal lato economico), lo vedo continuamente negli sguardi persi e disorientati dei miei utenti.

L’ho visto quel giorno, in quegli occhi verdi e brillanti.

(Foto: Emergency Brake)

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