Cos’è successo?

Di

20141029sg

di S.G.

Leggo i commenti sulla pagina Il Ticino ai Ticinesi e mi spavento. Cos’è successo al mio Cantone?

Quand’ero piccolo tifavamo Italia e Svizzera ai Mondiali e ricordo che chiunque parlava con affetto delle proprie origini italiane. Ora nei confronti dello straniero ci sono un odio e un’ostilità preoccupanti. Parlando in particolare dell’Italia, mi sembra ci sia un clima esasperato, dimenticando che nei suoi confronti abbiamo un’affinità e anche un debito culturale che è indissolubilmente parte di noi: le canzoni, il cinema, la letteratura, l’arte, persino la televisione. Anche il mitico, amatissimo Peo è invenzione di un italiano. Senza dimenticare poi la lingua italiana, che dà forma al nostro pensiero, come dice Noam Chomsky. Si è passati da una questione economica a una questione etnica. Gli italiani sono diventati maleducati, sporchi, incivili, ladri, puttane che si vendono per pochi soldi. Il clima rasenta l’isteria e si è instaurata una sorta di terrorismo culturale verso tutto ciò che è italiano, scordando che la cultura apre la mente e combatterla non è mai un bene.

Se poi penso al referendum del 9 febbraio mi vengono i brividi. Non per come è andata (siamo in democrazia), ma per quel che è successo dopo: gli Svizzeri che hanno votato No sono stati accusati di essere contro la patria e invitati ad andarsene in quanto non veri Svizzeri. Questo è inammissibile per un Paese civile.

Esagero? Leggendo quei commenti, la riflessione è lecita e dovrebbe essere portata all’attenzione di chi fomenta l’odio. È giunto il momento di rasserenare il clima, di guardare la situazione spogliandola di questo odio: voglio credere che il mio Ticino sia più di una serie di insulti nei confronti di chi è diverso. Voglio credere che siamo ancora un popolo capace di trovare soluzioni vere e non strumentalizzazioni per incanalare un odio che fa bene a pochi ma male a tutti gli altri.

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