Due pesi, due misure: Stefano Cucchi, i neonazisti insubrici e la Lega dei Ticinesi

Di

ROMA - AUTOPSIA DI STEFANO CUCCHI

di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiDue news sulla giustizia italiana e sull’informazione in Ticino. Due news che mettiamo a confronto senza commento, lasciando a chi legge il compito di trarre le proprie conclusioni.

  • Il 22 ottobre 2009 Stefano Cucchi muore in carcere. Il suo corpo è devastato da segni di violenza. Il 31 ottobre 2014 gli imputati per la sua morte vengono assolti “per insufficienza di prove”. “il Mattino della domenica” non riporta la notizia.
  • Nei giorni scorsi Daniele Fontana, ex direttore di “Area” e ora collaboratore personale di Manuele Bertoli, e altri giornalisti della testata vengono condannati in sede civile da un tribunale di Varese, dopo essere stati assolti in sede penale, per un articolo sui neonazisti insubrici pubblicato nel 2000. Oggetto della condanna è esclusivamente il titolo dell’articolo: “Ombre nere sulla frontiera”. “il Mattino” dà ampio risalto alla notizia sia nella sua versione on line sia nell’edizione cartacea.

Mah! Si vede ammazzare di botte un essere umano è meno grave che definire gli estremisti di Destra per quel che sono.

Precisazione della Redazione:
Le foto del cadavere di Stefano Cucchi sono state distribuite dalla famiglia. E sì, sono foto scioccanti: lo sappiamo. Non le abbiamo pubblicate per caso o per errore. Le abbiamo pubblicate perché pensiamo che certi fatti non si possono nemmeno immaginare se non si vede la realtà con i propri occhi. Le abbiamo pubblicate perché nessuno possa anche solo sospettare che, dietro quella morte, c’è qualcosa di diverso dalla precisa volontà di massacrare di botte un essere umano. E l’informazione è anche questo.

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