Gli schiavi e noi

Pubblicità

Di

20141118scarinci2

di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciL’edizione 2014 del Walk Free Global Slavery Index, appena pubblicato dalla Ong che ha il compito di monitorare la condizione di schiavitù in 167 Paesi del mondo, presenta un ritratto a tinte più che fosche. 35,8 milioni di persone sono ridotti in schiavitù, con il 61% concentrate in India, Cina, Uzbekistan, Pakistan e Russia. Di questo studio colpiscono in special modo due risultati.

Il primo è senza dubbio il rapporto tra l’essere una potenza mondiale e la riduzione in schiavitù di buona parte della propria popolazione per raggiungere questo fine. È chiaro come in certe zone del pianeta il profitto venga considerato come unico totem. Però è meno umanamente comprensibile come, per accordi commerciali di dubbia etica e dubbio gusto, esistano rapporti stretti tra Paesi più all’avanguardia sui diritti umani e Paesi che li calpestano quotidianamente e scientemente.

Il secondo risultato che dovrebbe essere analizzato è come oggi sia possibile che quasi 36 milioni di persone nel mondo possano essere ridotti in schiavitù. Libri come “La capanna dello zio Tom” di Harriet B. Stowe o film come “Amistad” di Steven Spielberg non ci parlano di un passato remoto, superato dal progresso, dalla diffusione del benessere e della prosperità. Ci raccontano anche il presente. Ed è un presente di cui si parla sempre troppo poco, quasi per non disturbare, quasi per non far vedere come stiano veramente le cose lontano da noi. Quasi per far finta di non averne coscienza.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!