Il Leghista e il burqa

Di

20141105giuseppez

di Giuseppe Z.

faccinaGASgiuseppezC’è chi nella Lega gongola perché in Francia hanno allontanato una signora da una sala da concerti. Motivo: indossava il burqa, e una legge del 2010 lo vieta.

L’ignoranza, essendo un non-sapere, la si deve smascherare. E il Leghista è ignorante per tre motivi.

  1. Ignora, il Leghista, che nel 1905 fu un Socialista a chiedere la legge di separazione fra Stato e Chiesa, e che qualsiasi intervento statale nella libertà religiosa va necessariamente letto in quel solco culturale, ovvero nel solco della laicità. Non per niente in Francia sono vietati anche i crocifissi nei luoghi pubblici.
  2. Il Leghista ignora pure che il suo municipale Salvadè era ciellino, il suo candidato al Governo Morisoli era ciellino e, fra Congregazione delle Opere e altra roba brutta, di laicità in casa Lega se ne è sempre vista pochina. È sicuro che sia il caso di parlare così liberamente dei diavoli francesi? Gli faranno un autodafé?
  3. Il massimo dell’ignoranza il Leghista la espone dimostrando che non ha idea di cosa abbiano detto i giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo su quella legge francese del 2010. I giudici non hanno permesso la motivazione per cui “vietare il burqa servirebbe per assicurare la sicurezza pubblica”. Quindi la legge non può essere interpretata in quel senso. Che invece – ops! – è proprio la motivazione con cui i Leghisti ci hanno fatti votare nel 2013 sulla dissimulazione del volto. Burro e ferrovia, insomma.

Per fortuna ci sono i Leghisti a ricordarci che andare a scuola e imparare a pensare ha ancora un senso in questo mondo moderno…

(Foto: Marcello Casal Jr/ABr.)

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