La matematica di Savoia

Di

20141106cagnotti

di Marco Cagnotti

faccinaGAScagnottiLa matematica è una disciplina non semplice. Ma ha un pregio: non mente. Girala come ti pare, ma non potrai mai farle dire qualcosa che non può dire. E neppure è così ostica come appare ai più. Specie la matematica elementare, quella delle quattro operazioni. Difatti proprio le quattro operazioni… anzi due soltanto, l’addizione e la sottrazione… sono sufficienti per svelare quanto Sergio Savoia sia bravo a rivoltare una frittata.

In un articolo sul proprio blog, il buon Sergio parte da un eccellente saggio appena pubblicato nel quale si analizza il voto del 9 febbraio. Il saggio è lungo e documentato e meriterebbe molto spazio per essere sviscerato in maniera circostanziata. Ma Sergio va al sodo: chi ha votato Sì e chi ha votato No in funzione del partito. Questo gli interessa soprattutto. E scopre così che…

…che nel Partito Socialista oltre il 70% degli elettori ha seguito le indicazioni di voto del partito. “Il PS può essere soddisfatto”, ammette Sergio. Infatti proprio gli elettori socialisti sono stati i più coerenti con la linea del proprio partito. Ma, rileva Sergio, c’è una “minoranza” (proprio così scrive lui: con le virgolette) di PS pari a quasi un quarto (in realtà poco più di un quinto, a esser precisi nell’arrotondamento) che

“ha votato una iniziativa che il loro partito a livello cantonale bollava come xenofoba e addirittura razzista”.

E aggiunge:

“Non solo: tra tutti le sezioni cantonali PS quella ticinese è stata la più “xenofoba”. Interessante, nevvero?”

Già, già. Interessante. Ma lasciamo lì quel 22,2% e proseguiamo la lettura dell’articolo di Sergio. E fiondiamoci dritti sulla fine. Dove il Nostro, tutto compiaciuto, sottolinea il proprio grande successo:

“Quasi il 64% dei nostri elettori ha votato sì seguendo le indicazioni di voto date dal nostro comitato cantonale. Per me è una soddisfazione importante. I nostri elettori hanno capito le mie e nostre posizioni e hanno seguito le indicazioni che avevamo dato. Con buona pace dei critici interni ed esterni che ci hanno accusato di non rappresentare la base. Chi non rappresenta la base non sono io, insomma. Il tempo è galantuomo.”

Non ci vuole Einstein per fare una banale sottrazione: se il 63,6% dei Verdi ha votato seguendo le indicazioni del partito (cioè di Savoia), il 36,4% ha votato in maniera opposta. Pur sempre una “minoranza”, ma pari a più di un terzo. Anzi, arrotondando a spanne come fa Sergio, potremmo quasi dire che 4 Verdi su 10 non hanno gradito la sua linea. Interessante, nevvero?

Insomma, a sentir Sergio il 22,2% di Socialisti per il Sì è una spina nel fianco del PS, mentre il 36,4% di Verdi per il No è tanto trascurabile da farlo gongolare. Ora, noi sappiamo che Sergio è uno che se la suona e se la canta volentieri. Ma se non stiracchiasse la matematica per farsi bello e si guardasse le corpose minoranze sue, invece di occuparsi delle modeste minoranze altrui, ci farebbe miglior figura.

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