Questo re dei pagliacci

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20141111bernasconi

di Carol Bernasconi

faccinaGASbernasconiL’altroieri la città di Lugano ha detto Sì al contributo di 750 mila franchi (suddivisi in tre anni) da versare alla Compagnia Finzi Pasca. La notizia era nell’aria da giorni e i commenti che ho sentito o letto si sono sprecati. Per il partito del “non aumenteremo le tasse/non metteremo la tassa sul sacco/pensiamo sempre al vostro bene” è stata festa grande. Quale occasione migliore per far leva sul sentimento che più in questo momento spaventa tanto le persone? I soldi che non ci sono. “Di kultura non si mangia e non si vive. Tagliamo sulle cose importanti, ma finanziamo gli spettacoli teatrali. Dare una mano a chi non arriva a fine mese…”

Vogliamo risparmiare tagliando cose inutili? Io ho qualche proposta…

  • Togliamo le panchine dalla Città: risparmiamo sulla manutenzione. Sediamoci per terra o portiamo uno sgabello da casa.
  • Svitiamo le lampadine dai lampioni. Abbiamo tutti una pila tascabile: usiamola.
  • Chiudiamo il Casinò: io sono contro il gioco d’azzardo.
  • Chiudiamo i campi sportivi, che sono tantissimi. I ragazzi fanno già educazione fisica a scuola. Invece per gli adulti dopo una certa età il rischio di infarto aumenta troppo.

Perché tutto questo accanimento contro Daniele Finzi Pasca? Un attore, regista e coreografo che ha portato Lugano fuori dai confini del Ticino, nel mondo intero. Non vi siete emozionati tutti vedendo la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici? Io sì, anche se ammetto di essere di lacrima facile. Ho sentito un senso di orgoglio e di appartenenza, di solito tanto caro al partito del $ e delle K buttate a casaccio.

La cultura è parte importante della nostra vita. Deve esserlo. Quanti di voi sono stati a uno spettacolo teatrale, a un vernissage, a un concerto e sono tornati a casa leggeri e felici di aver trascorso una serata serena e arricchente? Quanti di voi hanno riso fino alle lacrime ascoltando un comico e pensando: “È successo anche a me”? Quanti di voi hanno portato i propri figli a teatro e li hanno visti emozionarsi e rimanere a bocca aperta? A me sì, è successo. Tante volte. E non voglio rinunciare a tutto questo.

Con la cultura forse non si mangia. Però si cresce, si apre la mente, ci si incuriosisce, ci si diverte. Se continuiamo a tagliare, ci ritroveremo con una vita grigia e spenta. Io mi ribello a questo: lo devo a me stessa e ai miei figli.

Claudio Abbado diceva che “la cultura arricchisce sempre, permette di superare i limiti. Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture, quindi è contro il razzismo… la cultura è come la vita e la vita è bella”.

(Foto: Compagnia Finzi Pasca)

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