A qualcuno piace light

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Di

20141219ghisletta

di Andrea Ghisletta

È passata in sordina, surclassata dalla splendida vittoria del parco del Piano di Magadino e dalla ridicola sceneggiata de “il Del Bufalo che dà del cornuto al Savoia”. Ma la modifica della Legge sullo sviluppo territoriale (Lst) riguardante la “Compensazione di vantaggi e svantaggi derivanti dalla pianificazione del territorio” è finalmente realtà.

Concretamente si tratta di una nuova tassa che bisognerà pagare quando, grazie a una modifica pianificatoria, un terreno aumenta di valore. Ad esempio succede se un’area diventa d’improvviso edificabile, se si possono costruire edifici più alti oppure se viene costruita una nuova via d’accesso. Il valore del terreno in questi casi chiaramente si alza senza che il proprietario abbia dovuto far nulla. Come le banche riconoscono il nuovo valore del terreno per dare le ipoteche, così farà il fisco. Quindi il proprietario dovrà passare alla cassa con un contributo di almeno il 20% dell’aumento del valore: una questione di equità, verso la comunità e verso gli altri proprietari.

Qui però viene il bello. La Confederazione ha sì messo al 20% l’asticella minima di questo prelievo fiscale, ma ha caldamente consigliato ai Cantoni di alzarla. Non a caso il progetto governativo prevedeva il 30%.

Ma a qualcuno piace light! Così il Parlamento ha preferito la versione al 20%, quella gradita alle associazioni economiche ma ritenuta insufficiente da quelle ambientaliste. Prima di questa scelta era sì arrivata la proposta socialista: dai, ragazzi, va bene tutto, accettiamo anche un compromesso, facciamo 25. Ma figuriamoci: emendamento trombato dal Centro, dalla Destra e… dai Verdi! O, meglio, dai Verdi tranne Greta Gysin.

Greta, ti prego con il mio cuore ambientalista in mano: ripensaci!

(Foto: Simone1986)

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