Gobbi e i radar

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Di

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di Twinings

Ci risiamo: si torna a parlare di radar. Argomento trito e ritrito, qualcuno dirà… e come dargli torto? Ma le recenti uscite del ministro Gobbi impongono di tornare sull’argomento.

Giovedì scorso negli studi di “Falò” si è tenuto un animato dibattito tra Fiorenzo Dadò e Norman Gobbi proprio sul tema dei radar. Una questione che da mesi fa discutere a causa di presunte stranezze sui motivi delle installazioni e sui luoghi e sulle modalità scelti.

Noi siamo perfidi e, approvando a malincuore Dadò, poniamo alcune domande a Gobbi, immaginando risposte e obiezioni.

  1. Domanda: Perché nell’ambito del preventivo 2015 del Cantone è stato inserito l’importo di 2 milioni in più, attribuito alla voce “multe circolazione”?
    Risposta: La cifra messa a preventivo va raggiunta. Un radar posizionato in un luogo atto a fare prevenzione raramente, o non necessariamente, è fonte di guadagno. Meglio un radar messo in un posto “strategico”!
  2. Domanda: Un super radar a Monte Carasso, a cosa è dovuta la scelta del posizionamento in quello specifico punto?
    Risposta: La posa di un simile attrezzo è soggetta, almeno sulle strade nazionali, a determinati requisiti. In particolare, il punto di installazione deve aver dato prova per cinque anni, o giù di lì, di pericolosità in base al numero e alla gravità degli incidenti. Se ci sono le condizioni, allora si cerca di rendere il tratto più sicuro migliorando l’asfaltatura, l’illuminazione, le pendenze eccetera. Solo nel caso di impossibilità di queste misure viene considerata l’installazione di un radar a scopo dissuasivo. Tuttavia, seguendo questi ragionamenti, non si capisce perché piazzare un radar fisso a Monte Carasso, con una visibilità perfetta e senza un record significativo di incidenti. E qui si capisce maggiormente l’infelice uscita che troveremo nella domanda 7, che vale anche come risposta.
  3. Domanda: Perché non si prediligono i luoghi nelle vicinanze delle scuole o con un alto passaggio di pedoni per il posizionamento dei radar?
    Risposta: Vedi la risposta alla prima domanda.
  4. Domanda: Gobbi sottolinea che “la maggior parte delle multe viene da stranieri e da frontalieri”. Per quale motivo il fatto che queste categorie siano quelle maggiormente sanzionate rende il principio di posare radar per fare cassetta più accettabile?
    Risposta: Semplice: così si fa credere agli Svizzeri (che votano) che non saranno loro a pagare le multe. Pia illusione!. Ragionamento gretto e miope, da farlo sembrare quasi un balzello medievale. (Alt! Un fiorino!)
  5. Domanda: Cosa è cambiato per la Lega dal 2006, quando “il Mattino” offrì una taglia a chi avesse portato in redazione un radar smontato?
    Risposta: Quando c’era il Nano la Lega era in prima fila per la battaglia anti radar, battaglia che è poi caduta dopo l’entrata di Gobbi al Governo. C’è da aggiungere altro?
  6. Domanda: Gobbi afferma che “in tema di radar io applico semplicemente le regole”. Chissà perché questo concetto non lo capiva quando era fuori dal Governo.
    Risposta: Che sia diventato intelligente di colpo?
  7. Domanda: Come può, un ministro, che rappresenta il popolo, permettersi l’arroganza di affermare che “se non ci fosse stato il super radar di Monte Carasso, Chiesa e Dadò non avrebbero avuto niente di intelligente da dire durante l’estate”?
    Risposta: Qui ci coglie proprio in contropiede: non troviamo nessuna risposta, nemmeno usando la fantasia. Ci chiediamo solo se reagirà così ogni volta che sarà a corto di argomenti.

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