Il mio amico Mario

Pubblicità

Di

20141215mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniIo ho un amico. Chiamiamolo Mario, per discrezione.

Mario ha 26 anni. È arrivato qui che non ne aveva nemmeno 18 per seguire un amore che poi, come spesso capita a quell’età, è finito presto. Ma lui è rimasto. Prima come lavapiatti in valle, dove andava a dormire piangendo, e poi sui cantieri per anni a lavorare di martello pneumatico. Oggi cerca lavoro ma non ha un diploma decente. E dopo mesi è finito in assistenza.

Come va, Mario? “ Ho la salute, una casa. Cerco di essere allegro e non pensarci. Cosa devo fare, piangere?”

A Mario stare in assistenza non piace, anche perché con 1’500 franchi non puoi neanche pagarti i fazzoletti per piangere. 1’500 franchi meno 750 di affitto.

Ma continui a cercare lavoro? “Certo! Vado in giro, ma poi mi deprimo. Non c’è niente”.

Mario è volontario nei pompieri, così almeno fa qualcosa e raggranella qualche soldo a fine anno, che sicuramente gli sarà scalato (giustamente) dall’assistenza. Mica siamo un ente caritatevole.

Ho anche cercato di aiutarlo. Ho telefonato ad alcuni amici. Ma non si trova niente. Mario è un residente con permesso C ma non ha le qualifiche di un frontaliere. Un lavoro lo aveva anche trovato, ma dopo tre mesi è stato licenziato insieme ad altri quattro. Il suo datore di lavoro ha assunto dei frontalieri al loro posto. Una guerra tra morti di fame.

L’altro giorno Mario era a casa mia e mi diceva che ce la fa anche perché ha tanti amici che ogni tanto gli prestano dei soldi. Mia moglie sa che gli piacciono i biscotti di Natale e ha già comprato 15 uova e 5 chili di farina. Io ci ho pensato su e mi sono detto: “Cazzo! Conosco una persona che ha bisogno ed è Natale, che faccio?”. Allora ho chiamato i miei figli e ho messo 100 franchi sul tavolo. Ho detto loro che Mario, che conoscono bene, fa fatica ad avere i soldi per mangiare e che volevo fare una bella spesa per lui. I miei ragazzi sono andati a prendere i loro soldini e li hanno aggiunti ai miei. Con quei soldi andrò a riempire un bello scatolone di roba da mangiare per far ingrassare un po’ il mio amico Mario, che pesa pure poco. Lo so: non è granché. E il punto di arrivo non è neanche lo scatolone di spaghetti, tonno e salame.

Il punto è che esistono persone che vivono ai margini, come erbacce nelle scarpate. Persone che hanno davvero poche possibilità di rientrare nella corrente. Persone nostre amiche che finiscono per restare impantanate in pozzanghere a lato del fiume. Cosa facciamo per loro?

Le lotte contro il dumping e il salario minimo, che potrebbero aiutare questi deboli, vengono sistematicamente avversate dalla Destra. Anche dalla Destra che si proclama sociale, come la Lega, ma che poi di fatto è capace solo di sbraitare contro i frontalieri e gli asilanti.

Però adesso è il momento di lottare. Per Mario e per gli altri come lui. Ma non con quelle cagate di proclami che servono solo a far germogliare i razzisti come fiori grassi sul letame. Con intelligenza, fantasia e intraprendenza, invece. Ce la si può fare, ma bisogna volerlo.

Questo è il mio regalo per Mario. Non mi arrendo e non arrendetevi neanche voi. Fate in modo che lo spirito del Natale commuova per una volta i mister Scrooge che vivono in Parlamento.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!