L’organetto cacciato

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Di

20141210giuseppez

di Giuseppez Z.

faccinaGASgiuseppezE così la direttrice di Hermès chiede al giornalista di non metterla in imbarazzo, dopo che ha fatto cacciare l’uomo con la barba rossa dalla pubblica via. Ma l’imbarazzo è nostro, pensando alla signora.

Jörg a Lugano lo conoscono tutti. Non tutti ci hanno parlato, ma tutti hanno già ascoltato il suo organetto. È una di quelle sane figure di cultura popolare e porta un po’ di allegria in una città triste dominata dalle banche e dai volti preoccupati. Non molto tempo fa la RSI gli aveva dedicato un documentario: che gioia scoprire qualche informazione su questo brav’uomo.

Lugano purtroppo è cambiata, e la politica liberal-leghista ha le sue amare colpe. Nulla è stato fatto per evitare la depredazione selvaggia di via Nassa e del centro tutto. Negozi di multinazionali piene di soldi che vendono prodotti di alto rango e che spesso non riescono nemmeno a finire l’anno in utile. Cultura zero, interesse alla vita dei Luganesi zero, responsabilità sociale zero. Solo squallido commercio elitario di facciata, con il non simpatico effetto collaterale di aver fatto schizzare in alto gli affitti e di aver distrutto una struttura economica di base (negozi a conduzione familiare, alimentari, caffè, pasticcerie, drogherie: tutti spariti) che non riapriranno, perché vivevano di esperienza.

Questa è la città voluta dai Pelli, dai Giudici, dai Tettamanti, dai Mantegazza e dai Bignasca.

Stiamo attenti, perché non è solo il suonatore di organetto a essere stato cacciato: con lui siamo stati cacciati tutti noi.

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