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di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasiniChristian Vitta è sindaco di Sant’Antonino: un Comune che ha il moltiplicatore sotto le calzette grazie a una zona industriale bella grande piazzata in un posto centrale. Insomma, unico merito di Sant’Antonino è di essere lì. Se fosse, diciamo, un chilometro più in là, sarebbe Cadenazzo e non avrebbe tutti quei bei soldoni che gli entrano dai centri commerciali e dalle attività che si svolgono lì in giro. Punta di diamante di questa bella zona è il centro logistico della Gucci, che nel recente passato aveva fatto sognare i Ticinesi, che si illudevano di veder fiorire, fra borsette e scarpe, decine di posti di lavoro. I posti sono arrivati. Dei posti del cazzo.

Riportiamo qui la testimonianza di Lorenzo, che alla Gucci ha lavorato:

“Gucci, ho avuto occasione di lavorare per loro nel 2004 tra la fine della maturità professionale e l’inizio del mio lavoro. Per due settimane e mezzo tramite agenzia Abece di Lugano ho imballato scarpe nel centro gucci di Bioggio. Ogni sera tra le 22.30-23.00 arrivava per SMS l’orario di inizio del giorno dopo che variava tra le 7.30 e le 11.30.
Se si iniziava entro le 9 avevamo pausa alle 13.00 altrimenti continuato fino a alle 19.00, 21.00, 22.00. Non sapevamo mai quando avremmo finito. Ad ogni postazione avevamo un impianto semaforico ognuno: verde rosso e arancione si attivavano in funzione della media di codici a barre completati (quantità di scarpe imballate ogni ora). Se eri sopra la media verde, dentro arancio e sotto rosso. Se il semaforo virava sul rosso arrivava l’avviso al lecchino di turno che veniva ad inquisire e/o canzonare sul perché e per come. Potrei andare avanti a lungo a descrivere quelle giornate infinite ma qui non servirebbe a nulla. Ho comunque conosciuto persone meravigliose in mezzo a quello schifo, gente che faceva quel lavoro perché aveva famiglia e non voleva o poteva permettersi di cercarne un altro e allora stringeva i denti e teneva duro. Ancora oggi quell’esperienza mi serve come motivazione per andare avanti dove lavoro o quando devo formare i miei apprendisti ogni giorno. Senza divagare ulteriormente mi chiedo anch’io come sia possibile che abbiano autorizzato un altro centro del genere in Ticino.”

Ecco, Vitta è candidato al consiglio di Stato per i Liberali. Come fa un sindaco a tollerare una realtà così sul proprio territorio? Facile: moltiplicatore basso = cittadini contenti. Se poi si sfruttano 200 lavoratori che magari manco abitano a Sant’Antonino, chissenefrega. Siete sicuri di volerlo come ministro?

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