Al fianco di Mordasini e contro i veri finti moralizzatori

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Di

20150115jiddu

di Jiddu Von Corcaigh

La satira – Luttazzi, un genio della satira, uomo scurrile, volgare, sessuomane e anche un pochino sessista, ha sempre sostenuto che la satira si rivolge a quattro temi principali: religione, politica, morte e sesso. E, proprio perché è satira, tutto ciò che riguarda questi temi bisogna saperlo prendere per quello che è: argomento di satira, appunto.

La politica – Io non sono un elettore, non voto, non do la possibilità alla gente di andare a scaldare la sedia in un Parlamento. Non mi interessa, ma è un altro discorso. Perciò lungi da me sostenere il Partito Socialista o chicchessia all’interno del ring politico nostrano. Mi interesso di politica e ancor di più amo chi della politica fa oggetto di sberleffo, di dileggio e anche – e mi diverte assai – di sputtanamento. Perché? Perché, da comune mortale che subisce le scelte di politiche più o meno scellerate, sento di avere tutto il diritto di prendere per il culo chi sta sopra di me, chi legifera e chi esegue, uomo, donna, animale che sia, in tutte le forme e in tutte le salse possibili e immaginabili. Il re è e deve rimanere nudo.

Il sessismo – Ne vogliamo parlare? Di quello vero, però. Il sessismo che vige nei posti di lavoro, dove ci sono donne che hanno le stesse mansioni degli uomini ma guadagnano un tot in meno. Il sessismo all’interno delle mura domestiche, dove, ahimè, la violenza di genere è ancora oggi troppo presente, con il machismo e il disprezzo per la donna in quanto individuo, persona. Il sessismo nella società patriarcale, della quale ancora non ci siamo liberati. Il resto è fuffa. Il sessismo va combattuto senza sbandierare la bandiera dell’antisessismo ai quattro venti, con umiltà.

Il rispetto – Io dalla politica, soprattutto quella nostrana, mi sento preso per il culo. Ecoleghisti che si indignano per qualche battuta nei confronti di ragazze pronte a prestare il loro visino alla politica di partito: roba degna del miglior Berlusconi. Presidenti di partito che censurano copertine satiriche sul Papa e poi urlano per la libertà di espressione in piazza. Leghisti che parlano tanto di moralizzatori a senso unico, quando poi sul loro giornaletto della domenica (al limite del pornografico… ah, il sessismo!) ti sembra di leggere comunicati degni del Ventennio. Io mi sento mancare di rispetto, come uomo, come cittadino, come persona, da questi pagliacci camaleontici che da troppo tempo dicono di voler fare ma che poi non hanno mai combinato nulla. E se qualche battuta su tette e culi vi sembrano la vera mancanza di rispetto… beh, allora anch’io sono un sessista. Con tutto il dovuto rispetto.

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