Dove sta la maturità?

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Di

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di Andrea Ghisletta

faccinaGASghislettaCi sono episodi di rilevanza relativa se confrontati con altri problemi della vita, ma che ci fanno comunque riflettere e in questo caso indignare, perché sono un segnale di come va il mondo.

Una mia conoscente frequenta il liceo a Mendrisio e ha scritto il suo Lavoro di maturità. Ormai ha la versione definitiva. Le è stato chiesto di consegnare: una copia digitale, una copia cartacea per l’archivio, una copia per ogni docente (quindi due). Assumiamo poi che, se ci metti tanto tempo e impegno, magari stampi anche una copia per te. In tutto fanno quattro copie cartacee di un lavoro comunque abbastanza consistente: uno spreco di carta e di inchiostro. E anche di intelligenza.

Ma un professore che fa? Accumula in un cassetto 20 scritti all’anno che probabilmente non leggerà mai? Se proprio gli gira di rileggersi un Lavoro in particolare, non può semplicemente passare in archivio o stamparselo da quello digitale?

La prossima volta una copia anche per il Papa e una per Angela Merkel.

Che poi magari non tutte le famiglie hanno a casa una stampante e per stampare un Lavoro obbligatorio devono tirare la cinghia.

Ogni tanto basterebbe solo un po’ di buon senso.

(Foto: V. Cap)

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