Il colore dei ribelli

Di

20150125mordasini

di Corrado Mordasini

faccinaGASmordasini“Congresso” è una parola brutta, ammettiamolo. Un congresso è peso. È politica dura. Sono emendamenti e commi, codici e scartoffie. Un congresso sono discorsi interminabili e soporiferi. Almeno a Sinistra. In quella mia Sinistra dove, se non soffri un po’, non è neanche bello. Ora però non scappate. Ascoltate fino in fondo. Fatelo per una volta perché ne vale la pena.

Sabato ero al congresso del mio partito. “Chissenefrega”, direte voi. Aspettate, lasciatemi parlare. Michele ha quasi 60 anni e mi dice: “Questo è forse il più bel congresso che abbia mai visto”. Poi incontro il delegato di un altro partito, che mi fa: “Complimenti, mi piace perché siete proprio riusciti a trasmettere emozione”. Vero.

Emozione. Energia. E questo congresso è stato davvero speciale. Perché tutti noi Socialisti, dai teneri virgulti fino alle vecchie pellacce, abbiamo ritrovato la voglia di lottare. Lo ha detto anche Bertoli: noi siamo soli e viaggiamo controvento, ma così diventiamo più forti.

Ho visto la spontanea standing ovation per Manuele, ho visto la gente con gli occhi lucidi applaudire, fischiare e gridare ai ragazzi della Gioventù Socialista mentre sotto scorrevano le note de “I cento passi” dei Modena City Ramblers.

Ho visto il colore rosso ovunque. Il colore della passione e della rabbia, il colore del sangue, il colore dei ribelli.

Ho ritrovato per alcuni attimi quella mia anima che ogni tanto si assopisce nelle cose di ogni giorno. E quell’anima l’ho vista negli occhi di chi mi era attorno. L’ho ritrovata quando ho sentito Manuele alzare la voce che quasi si faceva rotta, l’ho ritrovata quando Aramis ha detto che bisogna avere il coraggio di sputtanare. L’ho ritrovata quando mi ascoltavo gridare non con gente di partito, ma coi miei fratelli e sorelle.

Perché noi non siamo un partito.

Siamo sorelle e fratelli. Ci arrabbiamo, ci mandiamo ‘affanculo, ci abbracciamo e piangiamo, ma alla fine siamo una famiglia e il nostro scopo è proteggere questa famiglia e farla crescere.

Magari sarò fanatico o forse anche un po’ ingenuo. Ma ce ne sono troppi così. E li conosco tutti. Perché tutti sono come me.

Ecco. Ieri ero commosso anch’io, che quel congresso ho contribuito a organizzarlo con dei bravissimi compagni. Io ero un addetto ai lavori. Uno di quelli che controllano che tutto sia a posto e che anche l’ultima vite sia stretta. Io non dovrei commuovermi: dovrei solo essere contento che tutto è andato bene.

Invece no. Perché si è ritrovata la mia famiglia, e questa famiglia ha ritrovato la voglia di combattere. La mia gente ribelle ha ritrovato il coraggio di prendere in mano il fucile e di cavalcare con l’armata dei sombreri. Di correre nel deserto coi chaparral che corrono spostati dal vento che fanno da cornice gridando “Hasta la victoria sempre”.

Tutto il resto non conta.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!