La mia Locarno è un’altra

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20150122sirica

di Fabrizio Sirica

Locarno è un mondo a parte. Chiusa fra le verdi e alte montagne, bagnata dal Verbano e costruita sul Delta della Maggia, la mia città da cartolina è un mondo a sé. Buona parte dei Ticinesi ci viene solo d’estate, per assaporare il clima festoso e caldo del festival, perché difficilmente Locarno è altro.

Così come questa Locarno da cartolina, Locarno è un mondo a parte anche politicamente. Tanto per cominciare qui la Lega non è arrivata, se non con un sonnolento Municipale noto in passato per la sua difficoltà nell’usare un telecomando (ma questa è un’altra storia). Locarno è un regno liberale, che con lunghe dinastie e grandi famiglie rende, complice anche il castello, un po’ la sensazione di medievale. Poi ci sono i tradizionalisti cattolici. Non manca il codazzo clericale con gli amici popolari democratici.

Orbene, in questo quadretto tutto borghese, potete immaginare che la cosa pubblica e la ripartizione dei beni non siano esattamente la priorità. A farla da padrone sembrano la suddivisione del potere tra amici e gli interessi personali, a scapito del rimanente 99%.

Qualche esempio? Eccolo…

È dei giorni scorsi il rapporto dell’Ufficio appalti, che fa un bilancio dello scandalo “Appaltopoli” che ha investito Locarno nell’autunno del 2013. Conferma quanto si immaginava: gravi negligenze nell’assegnazione dei mandati. Da parte del Municipio è stato riferito che erano errori burocratici, piccole inosservanze amministrative.

È certamente un caso, un fortuito evento dettato dal fato, che a beneficiare dei mandati diretti fossero le ditte di Vidoli e Canonica. I quali, sempre casualmente, siedono in Consiglio comunale per il PLR e sono molto vicini ai vertici della Sezione liberale locarnese. Queste ditte, peraltro, con un normale concorso non avrebbero potuto competere, perché non possiedono i titoli tecnici per partecipare ai concorsi pubblici.

Ma Locarno è anche il luogo in cui si devono fare tre concorsi per l’assunzione di un segretario comunale aggiunto. Perché, una volta assunto, esponenti del PPD lo avvicinano e cercano di circuirlo, incuranti se costui abbia un’etica o un’altra fede politica. Il tapino, spaventato, rinuncia alla carica.

Ma, da buona tradizione borghese, Locarno è anche un posto in cui si svendono luoghi di forte valore sociale al miglior offerente. Il Palacinema (anche conosciuto come il monumento a Speziali) ha distrutto Casa Rossi, luogo di aggregazione e di associazioni socialmente importantissime: boxe, teatro, servizi sociali eccetera, messe per strada senza troppi problemi. Per non parlare della storica Cantina Canetti, lasciata morire sotto i morsi del milionario di turno per costruire appartamenti di lusso a beneficio di ricchi svizzero-tedeschi.

Questa è Locarno, paesino che viaggia tra logiche borgehsi e interessi familiari. Ma c’è un’altra Locarno: la mia, quella del futuro. Quella in cui i giochini manipolatori verranno sbandierati apertamente. Dove il popolo, i giovani, gli anziani residenti e i bisognosi verranno al primo posto. Insieme la costruiremo.

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