Leggere prima di esprimersi: che fatica, eh?

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Di

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di Jacopo Scarinci

faccinaGASscarinciIn un mondo normale sarebbe buona norma che un candidato al Consiglio di Stato o un uomo politico tout court padroneggiasse la lingua italiana e provasse, di volta in volta, a leggere senza malafede ciò che gli si para di fronte. Senza malafede, con onestà e conoscenza del significato delle parole.

Manuele Bertoli, commentando negativamente la proposta del presidente di Economiesuisse di mettere contingenti molto alti nell’applicazione dell’iniziativa dell’UDC votata il 9 febbraio, ha scritto quanto segue:

“Non concordo affatto con un’applicazione edulcorata della norma costituzionale, tale da rendere lettera morta la votazione popolare dello scorso anno.”

“In politica le scorciatoie non sono ammissibili e non fanno onore a chi le propone.”

“Chi crede nella politica dei contingenti ha diritto di vedere in concreto quali saranno davvero i benefici e i problemi che questa scelta comporta.”

“Io rimango a favore della seconda opzione, il superamento della scelta del 9 febbraio, ma questo deve passare da una nuova chiamata alle urne degli svizzeri e da contemporanee misure di tutela dei lavoratori residenti.”

Orbene, cos’ha detto di talmente grave Bertoli da far infervorare la pubblica piazza? Ha detto che

  • non concorda con chi vuole un’applicazione soft dell’iniziativa,
  • in politica le scorciatoie non valgono e
  • quindi l’UDC, responsabile dell’iniziativa e del suo messaggio per nulla chiaro, deve pensare seriamente alla sua difficile applicazione senza cannoneggiare il Governo, e infine
  • chi ha votato Sì il 9 febbraio ha il diritto di vedere il risultato politico e sociale della sua volontà.

Essendo un uomo libero, Bertoli dice che secondo lui la soluzione sarà, previa modifica delle condizioni interne, un superamento del voto dell’anno scorso: perché è chiaro anche a un bambino che, se cambiano le condizioni interne, cambia tutta la pariglia.

Ancora una volta, come il 1. agosto, sarebbe stato sufficiente leggere e capire le parole di Bertoli. Anche se leggere e capire, si evince, per qualcuno è davvero complicato.

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